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	<title>stampanti Archives - TecnoGuide</title>
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		<title>Guida agli acquisti: Come scegiere la stampante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valeriomigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 15:08:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; A getto di inchiostro o laser, le stampanti per uso domestico e per il piccolo ufficio, mostrano ancora tutta la loro utilità. I modelli multifunzione sono proposti a prezzi ottimi e ormai assicurano versatilità e qualità di stampa eccellenti. Le stampanti resistono. Mode e nuove tecnologie non intaccano, per molti di noi, il valore, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/come-scegliere-la-stampante.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-large wp-image-2940 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/come-scegliere-la-stampante-1024x762.jpg" alt="come scegliere la stampante" width="702" height="522" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/come-scegliere-la-stampante-1024x762.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/come-scegliere-la-stampante-300x223.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/come-scegliere-la-stampante.jpg 1200w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A getto di inchiostro o laser, le stampanti per uso domestico e per il piccolo ufficio, mostrano ancora tutta la loro utilità. I modelli multifunzione sono proposti a prezzi ottimi e ormai assicurano versatilità e qualità di stampa eccellenti.</p>
<p><span id="more-2939"></span></p>
<p>Le stampanti resistono. Mode e nuove tecnologie non intaccano, per molti di noi, il valore, l&#8217;utilità e perché no il fascino di una fotografia o di un documento stampato su carta. Che si tratti del report della nostra ultima analisi di mercato, o semplicemente della versione cartacea del biglietto aereo appena acquistato, stampare è una necessità destinata a durare ancora a lungo.</p>
<p>Benché la tecnologia alla base delle stampanti sia rimasta negli ultimi anni per lo più invariata, l&#8217;offerta dei dispositivi di stampa si rinnova con buona frequenza. Il mercato ha bisogno infatti di un ricambio fisiologico per mantenersi vivo, mentre le case produttrici studiano soluzioni e metodi di stampa che, conservando inalterata o innalzando la qualità, da un lato ci permettano di stare al passo con i tempi, quindi di stampare anche da smartphone, tablet o via Internet, dall&#8217;altro di contenere i costi di gestione. Si sa infatti che stampare costa! Gli inchiostri, i toner e più in generale i consumabili, come le carte fotografiche o quelle da brochure, non hanno subito nel tempo quel calo di prezzo sperato, facendo della stampa domestica e non solo, un&#8217;operazione da eseguire sempre con un minimo di parsimonia. Spesso, infatti, non è il prezzo di acquisto della stampante a incidere sulle nostre finanze, quanto il suo frequente utilizzo. Ma quali stampanti troviamo oggi sugli scaffali dei negozi e nelle vetrine Online? Dobbiamo preferire la stampa a getto di inchiostro o quella laser? Nell&#8217;articolo che segue cerchiamo di fare un po&#8217; di quella chiarezza necessaria a scegliere il tipo di stampante a noi più adatto.</p>
<h2>Quanti tipi</h2>
<p>Le stampanti “pure”, quelle cioè che offrono la sola funzione di stampa, come la Epson WF-2010W proposta a circa 90 € e dotata di tecnologia Wi-Fi ed Ethernet o la Canon Pixma ÌP2850 che costa in media 40 €, rappresentano una minima parte del mercato. A prezzi simili o di poco superiori si può acquistare un dispositivo “multifunzione” che oltre a stampare, ci consente di eseguire scansioni perfette di documenti e immagini, fotocopie in bianco e nero o a colori e, nelle versioni più costose, anche di inviare e ricevere fax. Ne esistono per tutti i gusti e le esigenze: bianchi, neri, silver, di colore misto, dal look classico e “serioso” oppure moderno ed elegante, ricchi di pulsanti o del tutto privi. Alcuni hanno nella parte alta il cosiddetto ADF, acronimo di Automatic Document Feeder, speciale cassettino in cui collocare piccole risme di fogli da trasformare in Pdf o in altri formati digitali. Se la nostra attività prevede questo tipo di conversione, può risultare infatti scomodo eseguire le scansioni un foglio per volta. Molti dispositivi sono dotati di Wi-Fi e si collegano al PC senza il classico cavo USB, altri dispongono di un display a cristalli liquidi dove scorrere il menu, vedere e modificare le fotografie prima di stamparle, impostare la qualità di stampa ed eseguire i normali interventi di manutenzione.</p>
<p>Anche se meno diffusi, esistono dispositivi multifunzione laser che dal punto di vista delle operazioni in grado di svolgere, sono dei tutto simili a quelli a getto di inchiostro. Li contraddistingue tuttavia la tecnologia di stampa che, anziché affidarsi alle cartucce o ai serbatoi di inchiostro, utilizza uno o più toner, a colori o in bianco e nero. Hanno di solito sviluppo verticale con un ingombro, almeno nei modelli base, piuttosto contenuto. Quanto al formato della carta, è senza dubbio l&#8217;A4 il più diffuso. Esistono tuttavia stampanti fotografiche a getto di inchiostro di dimensioni maggiori e progettate per stampare fino al formato A3+ le cui dimensioni sono di 33&#215;48,3 cm. Trattasi di stampanti professionali ed evolute, e per questo un po&#8217; più costose, che utilizzano fino a 12 inchiostri. Ne sono esempi le Pixma PRO-lOO, PRO-IO e PRO-1 di Canon, le MFC-J6510DW, MFC-6520DW e MFC-J6920DW di Brother, le Officejet 7500A e Officejet 7110 di HP e le SureColor SC-P600 e Stylus Photo R3000 di Epson. Una buona scelta di multifunzione A3+ è possibile anche nell&#8217;ambito delle stampanti laser.</p>
<h2>Come funzionano</h2>
<p>Le stampanti a getto, dette anche inkjet, depositano minuscole gocce di inchiostro sul supporto da stampare, generalmente la carta. Si tratta di quantità di colore davvero esigue: la stampante all-in-one Brother DCP-J132W che si può acquistare a circa 60 €, per esempio, deposita gocce da 1,5 picolitri (1 pi è mille volte più piccolo di un miliardesimo di litro).</p>
<p>Affiancando punti dei quattro colori principali, ossia nero, ciano, magenta e giallo, si ottengono quasi tutte le sfumature cromatiche percepite dall&#8217;occhio umano. Una più accurata riproduzione del colore si ottiene tuttavia con le cosiddette stampanti in esacromia, basate cioè su sei inchiostri di diverso colore. Ai classici quattro, abbinano il magenta chiaro e il ciano chiaro. È questa una soluzione di solito adottata dalle stampanti fotografiche per le quali la resa perfetta dei colori è un aspetto di fonda-mentale importanza.</p>
<p>Le stampanti laser, oggi reperibili anche a meno di 100 €, utilizzano un sistema di stampa diverso, del tutto simile a quello delle comuni fotocopiatrici: un laser riproduce il testo o l&#8217;immagine da stampare su un cilindro di selenio fotosensibile, detto tamburo. Questo, una volta illuminato, acquisisce l&#8217;immagine, immagazzina il toner ovvero la polvere finissima che riscaldata dà vita alla stampa e lo riporta sulla carta. Ne deriva una velocità di stampa superiore a quella delle inkjet, motivo per cui le stampanti laser sono particolarmente apprezzate da chi produce molti fogli, quindi dai piccoli e grandi uffici. Sono molto diffuse quelle in bianco e nero, ma non sono rari i modelli a colori come la Samgung CLP-365 proposta al prezzo di circa 120 € e basata su toner di colore nero, ciano, magenta e giallo. Una stampante laser a colori, utilizzando quattro toner, ha tuttavia costi di gestione superiori a quelli di un modello in bianco e nero.</p>
<h2>Testina di stampa integrata o separata?</h2>
<p>Non se ne parla molto, ma fra le stampanti a getto di inchiostro può esserci una differenza sostanziale. Alcune utilizzano cartucce con la testina di stampa integrata, altre, a dire il vero la gran parte, prevedono il solo cambio del serbatoio di colore, avendo le testine di stampa fisse al loro interno. Lamultifunzione HP Envy 4500, per esempio, reperibile a circa 90 euro, utilizza le cartucce con testina integrata della serie 301, una per il nero, l’altra per i tre colori ciano, magenta e giallo. Le multifunzione Epson e Brother scindono sempre le testine, di stampa dai serbatoi, lasciandoci il compito di sostituire questi ultimi una volta esauriti. Le stampanti fotografiche in esacromia, cioè a sei colori, e più in generale tutte quelle che consentono di sostituire gli inchiostri separatamente, utilizzano serbatoi privi di testine. Le due tipologie hanno prò e contro. In funzione dell&#8217;uso che della stampante si intende fare, i primi prevarranno sui secondi e viceversa. Il principale vantaggio delle stampanti inket con testina di stampa integrata nelle cartucce, sta nella possibilità di ottenere dispositivi di stampa teoricamente nuovi a ogni sostituzione delle cartucce. L&#8217;inchiostro eventualmente asciugatosi negli ugelli, dopo un lungo periodo di inutilizzo, non rappresenta un grave problema: basta inserire delle cartucce nuove per riprendere a stampare. Ciò non vale per le stampanti la cui sostituzione riguarda i soli serbatoi di inchiostro. Un lungo periodo di inattività può comprometterne il corretto funzionamento. Le case produttrici sviluppano per questo interventi gestibili attraverso il driver della stampante, volti proprio a pulire e liberare gli ugelli e a evitare che le stampe risultino irregolari oppure “a righe”.</p>
<p>Le cartucce, del nero e dei tre colori fondamentali, con testina integrata, sono però più costose dei soli serbatoi. Questi, contrariamente alle prime, possono essere sostituiti anche singolarmente evitando spreco di inchiostro e risparmiando parecchi soldi. La scelta deve quindi tener conto della frequenza con cui si usa la stampante: se si prevede di lasciare la stampante inattiva per mesi, allora è meglio optare per il primo tipo; se invece si accende la stampante diverse volte al mese, la seconda soluzione può essere quella più conveniente. Sempre in termini di risparmio, l&#8217;idea di Epson alla base dei nuovi modelli EcoTank L300, L355 e L555 è da prendere in considerazione: serbatoi esterni e di dimensioni quasi “esagerate” regalano tranquillità per due anni di stampe e soprattutto consentono di tenere traccia, uso dopo uso, del loro consumo.</p>
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		<title>Le stampanti 3D possono duplicare le chiavi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[naima]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 20:28:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Le stampanti 3D aprono un mondo intero di possibilità&#8230; compresa la tua porta di casa!Chiavi, hacker e sicurezza: tre parole che, affiancate, ci catapultano immediatamente nello spazio virtuale. Un mondo astratto in cui personaggi dai nomi bizzarri cercano di accedere a dati segretissimi, immagazzinati in forma digitale e protetti da firewall apparentemente invalicabili. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/11/chiavi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2698 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/11/chiavi.jpg" alt="chiavi" width="458" height="272" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/11/chiavi.jpg 458w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/11/chiavi-300x178.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le stampanti 3D aprono un mondo intero di possibilità&#8230; compresa la tua porta di casa!Chiavi, hacker e sicurezza: tre parole che, affiancate, ci catapultano immediatamente nello spazio virtuale. Un mondo astratto in cui personaggi dai nomi bizzarri cercano di accedere a dati segretissimi, immagazzinati in forma digitale e protetti da firewall apparentemente invalicabili. Nulla a che vedere con il problema di chiudere bene la porta di casa prima di andare a scuola o al lavoro, giusto? Non esattamente, come stiamo per scoprire.</p>
<p><span id="more-2697"></span></p>
<p>Il rinnovato successo della Realtà Virtuale è solo uno dei numerosi segnali di un cambiamento già in atto, in cui i confini tra ciò che è reale e ciò che non lo è tendono rapidamente a svanire. Se la realtà virtuale cerca di trasportaci &#8220;fisicamente&#8221; nel cyberspazio, la stampa 3D mira a rendere tangibile ciò che fino a poco fa era confinato nel mondo dei bit. Entrambe le tecnologie stanno progressivamente lasciando i laboratori di ricerca per rifugiarsi nelle case degli appassionati, dove trovano applicazioni alternative e spesso sorprendenti. La possibilità di stampare da sé i propri oggetti non ha portato alla riscoperta dell&#8217;arte della gioielleria, ma anche a quella di attività artigianali, quali, ad esempio, la creazione di chiavi più o meno personalizzate. Il problema, in questo caso, è che le attuali tecnologie casalinghe non sono l&#8217;ideale per oggetti destinati a sopportare ripetuti sforzi meccanici. Anche supponendo di riuscire a realizzare una chiave perfettamente funzionante, quindi, la sua durata sarebbe per forza di cose limitata. E a chi potrebbe servire una chiave che si può utilizzare poche volte o, addirittura, soltanto una? Ecco che, aH&#8217;improwiso, la figura dell&#8217;hacker si sovrappone a quella del ben più classico topo d&#8217;appartamento!</p>
<p><strong>Bump key, tradizione criminale</strong></p>
<p>Mentre la sicurezza virtuale si confonde con quella reale, le nuove tecnologie riportano alla ribalta tecniche truffaldine che si credevano ormai debellate. Lo scenario è inquietante: per correre ai ripari sarebbe bene fare un salto alla tradizionale Lock Con, dedicata interamente alle serrature. Come si cura di precisare la pagina ufficiale, la conferenza è frequentata in egual misura da tecnici della sicurezza, hackers, spie e, occasionalmente, belle ragazze (https://toool. nl/LockCon). Accedervi però non è semplice (potrebbe essere altrimenti?), visto che l&#8217;ingresso avviene solo su invito. Per consolarci, possiamo sbirciare i progetti più interessanti su Internet. Tra le novità di quest&#8217;anno, merita un&#8217;attenzione particolare Photobump, un software che si propone di colmare il divario tra la teoria e la pratica delle bump key (www.uinmagazine.it/link/2817). Le serrature a cilindro sensibili al key bumping sono talmente numerose che la tecnica viene presentata addirittura nella pagina di Wikipedia dedicata a queste chiusure (www.winmagazine. it/link/2818). Bump, in inglese, significa colpire: le bump key sono infatti speciali chiavi progettate&#8230; per essere prese a martellate! In questo modo, si riesce a ottenere l&#8217;allineamento dei contropistoncini presenti nella serratura che, in teoria, dovrebbe avvenire solo inserendo la chiave originale. Il risultato è che la serratura si sbloccherà docilmente, senza riportare nessun segno di scasso. Si tratta di un metodo che non richiede abilità particolari, il cui utilizzo pratico è però limitato dalla difficoltà di procurarsi delle bump key adatte. Queste chiavi, infatti, devono potersi adeguare al profilo della serratura e avere i “denti&#8221; nella giusta posizione, benché tagliati alla massima profondità (indicata con il valore 9 nelle macchine duplicatici di chiavi che troviamo presso tutti i ferramenta). A quanto pare, Photobump consente di progettare chiavi 999 partendo da una foto della serratura e da pochi altri dati, relativamente facili da recuperare. Il modello virtuale della chiave però non basta e portare il file dal negozio di ferramenta sotto casa potrebbe destare qualche perplessità È qui che entra in gioco la stampa 3D, che consente al potenziale hacker d&#8217;appartamento di c ompletare il progetto nell&#8217;intimità del proprio garage!</p>
<p><strong>Generatori di chiavi&#8230; fisiche!</strong></p>
<p>Cercando key generator su Google otterremo una lista praticamente infinita di “chiavi&#8221; che ci promettono di sbloccare programmi d&#8217;ufficio, videogiochi, reti Wi-Fi e sistemi operativi. Nessuno, però, sembra offrirsi di aprire la nostra porta di casa. La notizia sembrerebbe tranquillizzante, ma la verità è che stiamo semplicemente cercando nel posto sbagliato. Questo genere di imprese viene studiato all&#8217;interno della comunità dei maker, i nuovi artigiani digitali. Proviamo a ripetere la stessa ricerca su Thingiverse (www.thingiverse.com) e ci ritroveremo di fronte a uno scenario diverso. Come nelle migliori comunità hacker, qui la parola d&#8217;ordine è &#8220;condivisione”: al posto dello sfuggente Photobump, avremo quindi a disposizione degli strumenti con cui giocare in prima persona. L&#8217;utente Belfry, ad esempio, ha pubblicato uno script che promette di generare modelli di chiavi pronte per la stampa. Il tutto è scaricabile senza bisogno di registrazione. Per vederlo all&#8217;opera dovremo solo aprire il progetto in OpenSCAD, un software libero disponibile per Windows, Mac e Linux (www.openscad.org). Lo script è ampiamente commentato, quindi potremo divertirci a modificare i vari parametri per generare chiavi sempre diverse. L’obiettivo, in questo caso, è realizzare un esatto duplicato di una chiave già in nostro possesso. L&#8217;autore consiglia di scegliere una vista ortogonale dall&#8217;alto, accostare la chiave allo schermo e aggiustare con calma l&#8217;altezza dei &#8220;dentini”. Belfry annuncia di essere riuscito a duplicare la chiave della propria cassa-di casa, esperienza confessa, trova un po&#8217; inquietante.</p>
<p>Lo script, naturalmente, consente di progettare con facilità anche le famigerate bump  key: basta impostare a 9 il taglio di tutti dentini!</p>
<p><strong>Sbircia quella chiave!</strong></p>
<p>La necessità di possedere la chiave originale rende lo script di Belfry più adatto agli esperimenti che a vere imprese criminali. Se, ancora una volta, stiamo tirando il fiato, non saremo contenti di scoprire quanto accade nella prestigiosa lacobs School di San Diego (www. jacobsschool.ucsd.edu). Stefan Savage, insegnante di Informatica, ha infatti messo a punto un software in grado di ricostruire il modello di una chiave a partire da una qualsiasi fotografia, anche scattata di nascosto! Il programma, realizzato in MatLab (www.mathworks. it/products/matlab), si chiama Sneakey (sneak significa &#8220;intrufolarsi&#8221;) e mette seriamente in dubbio molte delle tradizionali certezze sulla sicurezza delle chiavi fisiche (www.winmagazine.it/ link/2820). La sua prima versione risale a qualche anno fa (2008): da allora, le fotocamere degli smartphone sono migliorate. Se è vero che le stampanti 3D potrebbero rappresentare il nuovo &#8220;regalo tecnologico&#8221; di Natale, la minaccia di Sneaky è quindi più attuale che mai!</p>
<h2><strong>Come si duplicano le chiavi con le stampati 3D</strong></h2>
<p>Incredibile, ma vero: ad un ladro di appartamenti bastano la foto di una chiave, un software gratuito di modellazione 3D e uno script pronto all’uso per realizzare un passepartout e aprire così qualsiasi serratura! Aver accesso a software come come Photobump o Sneakey è difficile, ma scattare una foto col cellulare, per il ladro di appartamenti, è semplicissimo! L’inquadratura dev’essere parallela al piano di appoggio. Una volta a casa al sicuro, il ladro avvia OpenSCAD (<a href="www.openscad.org">www.openscad.org</a>).</p>
<p>Scaricato lo script di Belfry (<a href="www.thingiverse.com/thing:162932">www.thingiverse.com/thing:162932</a>), il ladro lo carica in OpenSCAD (File/Open) e genera la chiave di base (F5). Raddrizzata la foto con un editor grafico come GIMP, adegua la vista ( View/Topo Bottoni) e la ricalca modificando i parametri a sinistra.</p>
<p>Una volta realizzato il modello tridimensionale, al ladro non rimane altro da fare che darlo in pasto alla sua stampante 3D. E se non ne ha una disponibile, si rivolge a servizi on-line come Shape-ways (<a href="www.shapeways.com">www.shapeways.com</a>) che gliela recapitano direttamente a casa. Fatto il misfatto!</p>
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