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	<title>ssd Archives - TecnoGuide</title>
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		<title>Come sostituire un hard disk con un SSD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valeriomigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2017 00:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[hard disk]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dischi a stato solido costano sempre meno ed è quindi arrivato il momento di mandare in pensione il vecchio hard disk. Grazie al kit Silverstone SST-TS06B possiamo installarne uno su qualsiasi PC senza smontare nulla! Nella parte inferiore del notebook è presente, nella zona centrale, una vite che blocca il drive ottico allo chassis [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7220 aligncenter" src="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd.jpg" alt="" width="500" height="500" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd.jpg 500w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd-150x150.jpg 150w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd-300x300.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd-420x420.jpg 420w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2017/03/kit-ssd-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>I dischi a stato solido costano sempre meno ed è quindi arrivato il momento di mandare in pensione il vecchio hard disk. Grazie al <a href="http://amzn.to/2n5OeV5">kit Silverstone SST-TS06B</a> possiamo installarne uno su qualsiasi PC senza smontare nulla!</p>
<p>Nella parte inferiore del <strong>notebook</strong> è presente, nella zona centrale, una vite che blocca il drive ottico allo chassis del notebook. Svitiamola e facciamo leva con il cacciavite all’interno del foro per fare scorrere il drive ottico verso l&#8217;esterno, infine estraiamolo dallo chassis con delicatezza.</p>
<p>Inseriamo nel foro presente nella parte anteriore del drive ottico un oggetto appuntito per sbloccare il carrello. Estraiamo quest’ultimo e individuiamo i ganci che assicurano la mascherina esterna al carrello. Facciamo leva su di questi per sganciarla facendo attenzione a non danneggiarli.</p>
<p>Inseriamo sul SilverStone la mascherina inserendo i ganci nelle apposite sedi e facendola scorrere da sinistra a destra: fissiamola premendo in modo deciso. Inseriamo il vecchio hard disk <strong>nell’apposito vano dell’adattatore</strong> e facciamolo scorrere verso i contatti per connetterlo.</p>
<p>Fissiamo il disco rigido <strong>all’adattatore</strong>. Se presente, svitiamo dal drive ottico la piccola prolunga metallica e avvitiamola all’adattatore. Infine inseriamolo nel vano del drive ottico del notebook allineando il foro presente nella prolunga con quello dello chassis. Quindi avvitiamo la vite.</p>
<p>Estraiamo il carrello del drive ottico e <strong>fissiamo la mascherina</strong> a corredo con il kit Silverstone al carrello, inserendo i ganci nelle apposite sedi e facendoli scorrere da destra verso sinistra. Quindi premiamo con decisione per completare l’assemblaggio delle parti.</p>
<p>Estraiamo il cavo USB posteriore dal box e posizioniamo al suo interno il drive ottico spingendolo verso il fondo. Avvitiamo il drive ottico attraverso le <strong>2 viti posteriori</strong>. Infine utilizziamo il cavo di alimentazione, sempre a corredo con il kit, e colleghiamolo ad un’altra porta USB.</p>
<p>[wp_search_xml_price_bars keywords=&#8221;Silverstone&#8221;]</p>
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		<item>
		<title>Samsung SSD 950 PRO M.2 NVMe: recensione e migliore prezzo</title>
		<link>https://tecnoguide.info/samsung-ssd-950-pro-m-2-nvme-recensione-e-migliore-prezzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 16:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[samsung]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SSD 950 PRO M.2 è un nuovo tipo di SSD che viene montato su molti notebook di ultima generazione. Essendo molto compatto anche Apple ha deciso di integrarlo sui suoi MacBook e noi lo abbiamo recensito. Recensione SSD 950 PRO M.2 Prestazioni ineguagliabili ed efficienza in termini di potenza e durata Se la tua professione prevede [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4838" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black.jpg" alt="it_MZ-V5P512BW_004_Black_black" width="900" height="600" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black.jpg 900w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black-300x200.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black-768x512.jpg 768w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black-696x464.jpg 696w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black-630x420.jpg 630w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/07/it_MZ-V5P512BW_004_Black_black-50x33.jpg 50w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>SSD 950 PRO M.2 è un nuovo tipo di SSD che viene montato su molti notebook di ultima generazione. Essendo molto compatto anche Apple ha deciso di integrarlo sui suoi MacBook e noi lo abbiamo recensito.</p>
<h2>Recensione SSD 950 PRO M.2</h2>
<h3 class="title active black m-black">Prestazioni ineguagliabili ed efficienza in termini di potenza e durata</h3>
<div class="desc active black m-black">Se la tua professione prevede carichi di lavoro pesanti e sei alla ricerca di un SSD che ti assicuri potenza e prestazioni senza compromessi, hai trovato la soluzione che fa per te. Il Samsung 950 PRO di nuova generazione garantisce prestazioni eccezionali per i professionisti. Questo innovativo SSD NVMe basato sulla tecnologia V-NAND supporta lo standard PCI Express® Gen 3 x 4 , fornendo una maggiore larghezza di banda e una latenza ridotta che consentono di elaborare un quantitativo di dati superiore rispetto agli SSD SATA. Presentato in un compatto fattore di forma M.2, il futuristico 950 PRO è ideale per i professionisti che utilizzano PC e workstation di fascia alta.</div>
<div class="desc active black m-black"></div>
<div class="desc active black m-black">
<h3 class="title active black m-black">Scopri l&#8217;SSD di domani</h3>
<div class="desc active black m-black">Potenziato con la larghezza di banda ottimizzata dell&#8217;interfaccia NVMe, il 950 PRO è la soluzione ideale per carichi di lavoro intensi, come la progettazione al computer, l&#8217;analisi di dati e le simulazioni ingegneristiche. Il dispositivo offre prestazioni superiori a quelle degli SSD SATA per la lettura e la scrittura sequenziale (rispettivamente superiori di oltre 4,5 e 2,5 volte), assicurando velocità pari a 2500 MB/s e 1500 MB/s*.</div>
<div class="desc active black m-black"></div>
<div class="desc active black m-black">
<h3 class="title active black m-black">Risparmia energia senza rinunciare al massimo delle prestazioni</h3>
<div class="desc active black m-black">Mentre stai lavorando a una complessa operazione di analisi di dati o a una simulazione ingegneristica sul portatile, l&#8217;ultima cosa che vorresti è che si scaricasse la batteria. Il consumo di energia degli SSD SATA rispetto al modello 950 PRO assicura un&#8217;efficienza fino a 1,5 volte superiore*: la batteria dura quindi più a lungo, garantendoti un livello superiore in termini di prestazioni.</div>
<div class="desc active black m-black"></div>
<div class="desc active black m-black">
<h3 class="title active black m-black">Ottimizza la durata anche con carichi di lavoro pesanti</h3>
<div class="desc active black m-black">L&#8217;innovativa tecnologia V-NAND dell&#8217;SSD 950 PRO incrementa la durata e prolunga la vita del dispositivo grazie ad appositi isolatori che riducono le sollecitazione e risultano più resistenti all&#8217;usura in caso di carichi di lavoro pesanti per periodi di riferimento di 5 anni.* 950 PRO è dotato, inoltre, della tecnologia Dynamic Thermal Throttling Protection che monitora la temperatura del dispositivo per ridurre l&#8217;eventuale surriscaldamento e mantenere elevati livelli di prestazioni.</div>
</div>
<div class="desc active black m-black">
<div class="spec-list">
<h4 class="tit">Caratteristiche generali</h4>
<ul>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Applicazioni</h5>
<div class="desc">
<p>PC Client</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Capacità</h5>
<div class="desc">
<p>512 GB (1 GB = 1 miliardo di byte da IDEMA) * La capacità effettiva utilizzabile può essere inferiore (a seconda della formattazione, delle partizioni, del sistema operativo, delle applicazioni o altro)</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Tipologia di Design</h5>
<div class="desc">
<p>M.2</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Interfaccia</h5>
<div class="desc">
<p>PCIe 3.0 x 4 (fino a 32 Gb/s) NVMe 1.1</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Dimensioni (LxAxP)</h5>
<div class="desc">
<p>Max. 80,15 x 22,15 x 2,38 (mm)</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Peso</h5>
<div class="desc">
<p>Max. 10 g</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">NAND Type</h5>
<div class="desc">
<p>Samsung V-NAND</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Controller</h5>
<div class="desc">
<p>Controller Samsung UBX</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Memoria cache</h5>
<div class="desc">
<p>Samsung SDRAM DDR3 a basso consumo da 512 MB</p>
</div>
</div>
</li>
</ul>
</div>
<div class="spec-list">
<h4 class="tit">Funzioni speciali</h4>
<ul>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Supporto TRIM</h5>
<div class="desc">
<p>TRIM supportato</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Supporto S.M.A.R.T</h5>
<div class="desc">
<p>S.M.A.R.T supportato</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">GC (Garbage Collection)</h5>
<div class="desc">
<p>Auto Garbage Collection</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Supporto crittografia</h5>
<div class="desc">
<p>Crittografia AES a 256 bit dei dati utente, TCG Opal Family Spec e eDrive (IEEE1667) da supportare mediante aggiornamento del FW</p>
</div>
</div>
</li>
<li>
<div class="spec">
<h5 class="sub-tit">Supporto modalità sleep del dispositivo</h5>
<div class="desc">
<p>Si</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</li>
</ul>
<p>[wp_search_xml_price_bars keywords=&#8221;ssd samsung&#8221;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come controllare lo stato di salute di un SSD</title>
		<link>https://tecnoguide.info/controllare-lo-salute-un-ssd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[valeriomigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 11:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli SSD ormai sono diffusissimi nei nostro computer. Se negli anni precedenti i prezzi degli SSD erano notevoli, negli ultimi anni il prezzo in netto calo ha dato il via libera al successo di queste unità di memoria. I vantaggi degli SSD rispetto a un normale Hard Disk sono più leggeri, più veloci, più reattivi e sono meno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-2766" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg" alt="ssd" width="640" height="512" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-300x240.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg 1280w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>Gli SSD ormai sono diffusissimi nei nostro computer. Se negli anni precedenti i prezzi degli SSD erano notevoli, negli ultimi anni il prezzo in netto calo ha dato il via libera al successo di queste unità di memoria.</p>
<p><span id="more-4671"></span></p>
<p>I <strong>vantaggi degli SSD</strong> <strong>rispetto a un normale Hard Disk sono </strong>più leggeri, più veloci, più reattivi e sono meno inclini alle rotture. Sebbene siano difficili da rompersi, gli SSD sono sempre problematici da gestire perché non si riesce a capire ad orecchio, come capitava con gli Hard Disk se sono in buona salute e dunque dobbiamo <strong>usare i giusti programmi per conoscere lo stato di salute di un SSD e prevenire le rotture</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.altushost.com/wp-content/uploads/2016/03/image01-1.jpg" alt="" /></p>
<p>Oggi voglio indicarvi due piccoli programmi che permettono di analizzare diversi aspetti di un SSD.</p>
<h3>SSDLife</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><ins class="adsbygoogle" data-ad-client="ca-pub-7239764014100097" data-ad-slot="7449595764" data-adsbygoogle-status="done"><ins id="aswift_3_expand"><ins id="aswift_3_anchor"></ins></ins></ins></center><strong>SSDLife è un programma per Windows gratuito che </strong>vi aiuterà a capire lo <strong>stato di salute del vostro disco SSD e a scoprire per tempo eventuali problemi o criticità.</strong>Siccome i <strong>dischi SSD hanno una vita più breve rispetto ai dischi HDD</strong> con SSDLife potremo conoscere il vero stato di salute analizzando i cosiddetti dati S.M.A.R.T, acronimo di Self Monitoring Analysis and Reporting Technology.<strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/-JCQtaIaW6gc/UJctYFKSkjI/AAAAAAAAGLE/jfC3UmDCbn0/s1600/SSD-drive-health-checker.png" alt="" width="411" height="530" border="0" /></strong></p>
<p>Infatti semplicemente analizzando i dati SMART potremo capire se ci sono errori e leggere il valore di riscrittura delle varie celle dell’SSD che è espresso nel valore <strong>Total LBAs Written </strong>ossia come numero di settori da 512 bytes scritti durante l’intero ciclo di vita dell’SSD.</p>
<h4><img decoding="async" class="aligncenter" src="http://www.ilsoftware.it/public/shots/SSD_guasto_0516_01.png" alt="SSD guasto, come sapere quando sta per morire" /></h4>
<h4><a href="http://ssd-life.com/eng/download-ssdlife.html" target="_blank">Download SSDLife</a></h4>
<p>Un altro programmino utile è CrystalDiskInfo che permette di conoscere tante informazioni dell’SSD.</p>
<h3>CrystalDiskInfo</h3>
<p><strong>CrystalDiskInfo è un tool di diagnostica e monitoraggio degli Hard Disk ed anche degli SSD</strong> dove riporta una serie di informazioni quali la temperatura, le ore di funzionamento e le caratteristiche base. Supporta inoltre la funzionalità <strong>S.M.A.R.T.</strong> utili per gli SSD ed ottenere tutte le informazioni base per sapere in che condizioni è il nostro SSD.</p>
<h4><a href="http://crystalmark.info/?lang=en" target="_blank">Download CrystalDiskInfo</a></h4>
<div id="NamForm" data-id="236794" data-title="Controllare lo stato di salute di un SSD" data-tags="Download,SSD,Windows" data-site-id="1592" data-url="http://www.yourlifeupdated.net/?p=236794"></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><ins class="adsbygoogle" data-ad-client="ca-pub-7239764014100097" data-ad-slot="9065929760" data-adsbygoogle-status="done"><ins id="aswift_5_expand"><ins id="aswift_5_anchor"></ins></ins></ins></center></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa sono le memorie 3D XPoint super veloci e durature?</title>
		<link>https://tecnoguide.info/cosa-le-memorie-3d-xpoint-super-veloci-durature/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[valeriomigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 15:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo gli Hard Disk che hanno segnato diversi decenni dove abbiamo immagazzinato tutti i nostri dati, da qualche anno a questa parte gli SSD, memorie a stato solido, hanno preso il sopravvento spopolando ovunque e sostituendo in molti casi la memoria principale per i nostri dati. Sebbene la tecnologia degli SSD abbia fatto passi da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature.png" rel="attachment wp-att-4416"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-4416 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-1024x538.png" alt="Cosa sono le memorie 3D XPoint super veloci e durature" width="640" height="336" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-1024x538.png 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-300x157.png 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-768x403.png 768w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-696x365.png 696w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-1068x561.png 1068w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature-800x420.png 800w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2016/03/Cosa-sono-le-memorie-3D-XPoint-super-veloci-e-durature.png 1686w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>Dopo gli Hard Disk che hanno segnato diversi decenni dove abbiamo immagazzinato tutti i nostri dati, da qualche anno a questa parte gli <strong>SSD</strong>, memorie a stato solido, hanno preso il sopravvento spopolando ovunque e sostituendo in molti casi la<strong> memoria principale per i nostri dati</strong>. Sebbene la tecnologia degli SSD abbia fatto passi da gigante ormai siamo arrivati al classico limite tecnologico e dunque si cercano nuove tecniche che rivoluzioneranno il nostro sistema di memorizzare i dati.</p>
<p><span id="more-4415"></span></p>
<p>Prossimamente gli <strong>SSD saranno basati su memoria 3D XPoint</strong> sviluppata da Intel e Micron ed il primo grande produttore che potrebbe adottare questa nuova tecnologia potrebbe essere <strong>Apple</strong> a quanto si rumoreggia sul web.</p>
<p>Le moderne memorie assicureranno un salto prestazionale, di durabilità e dimensioni incredibile. Già Apple usa memorie ad alte prestazioni che usano il protocollo NVMe e anche le <strong>3D XPoint supportano il protocollo NVMe</strong> e dunque il cambiamento non dovrebbe comportare problemi ma solo un boost di velocità.</p>
<p>Le nuove 3D XPoint sono state presentate durante la conferenza OCP U.S. Summit di San Jose, California mettendo nero su bianco il funzionamento. Le nuove <strong>3D XPoint</strong>offre una velocità ed una <strong>durata 1000 volte maggiori rispetto alla NAND attuali, con una densità 10 volte quella della DRAM</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="irc_mi aligncenter" src="http://blogs-images.forbes.com/davealtavilla/files/2015/07/3D-XPoint-Memory-Arch.jpg" alt="" width="767" height="413" data-pagespeed-onload="pagespeed.CriticalImages.checkImageForCriticality(this);" data-pagespeed-loaded="1" /></p>
<p><center></center><center></center>Dai <strong>primi test fatti da Intel su un SSD di prova </strong>è emerso che le prestazioni sono circa 7,23 volte maggiori di un SSD con un normale SSD che ha raggiunto 10.600 IOPS mentre il prototipo con 3D Xpoint ha toccato 76.600 IOPS, con un salto di oltre 7 volte.</p>
<p>Altri test fatti con lettura e scrittura in contemporanea hanno alzato ancor di più la differenza con la nuova tecnologia che ha sfondato quota <strong>401.400 IOPS mentre l’SSD DC P3700 si è fermato a 78.900 IOPS</strong>. Al momento i rapporti tra Apple ed Intel sono molto buoni come dimostrato dall’implementazione della tecnologia Thunderbolt e dunque questo potrebbe essere un ulteriore passo in avanti per lo sviluppo ancor più veloce di questa tecnologia.</p>
<p>[wp_search_xml_price_bars keywords=&#8221;SSD&#8221;]</p>
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		<title>Trovare File duplicati sull’Hard Disk, SSD e memorie microSD, SD ed altri supporti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valeriomigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 21:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se i moderni hard disk o ssd sono molto più capienti di quelli di un tempo, se avete molti file a disposizione ed ogni volta impazzite nell’andare alla ricerca del file magari imbattendovi in un file vecchio oppure doppio in questo articolo andremo a vedere come andare a trovare i file doppi o duplicati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/07/recuperare-file-cancellati.jpg" rel="attachment wp-att-1251"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1251 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/07/recuperare-file-cancellati.jpg" alt="recuperare-file-cancellati" width="625" height="416" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/07/recuperare-file-cancellati.jpg 625w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/07/recuperare-file-cancellati-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></a></p>
<p>Anche se i moderni hard disk o ssd sono molto più capienti di quelli di un tempo, se avete molti file a disposizione ed ogni volta impazzite nell’andare alla ricerca del file magari imbattendovi in un file vecchio oppure doppio in questo articolo andremo a vedere come andare a <strong>trovare i file doppi o duplicati sul vostro hard disk, SSD e qualsiasi altra memoria esistente in modo facile e veloce</strong>.</p>
<p><span id="more-4162"></span></p>
<p>Girando in rete ho trovato un programma molto utile e completo per <strong>trovare i file doppi, si chiama dupeGuru</strong> disponibile per sistemi operativi Windows e che si presenta con una interfaccia grafica semplice e senza fronzoli ma con tante impostazioni che permette di <strong>cercare immagini, documenti, mp3, video e molti altri file andando ad analizzare tutte le cartelle o interi hard disk</strong>.</p>
<p>Per iniziare la scansione dobbiamo aggiungere le cartelle o percorsi di sistema cliccando sul tast + presente in basso a sinistra e poi premere su scansione. E’ bene precisare che il processo durerà molto tempo in base ai file presenti nell’hard disk ed al termine della scansione potremo andare a <strong>selezionare i file doppi dopo un’accurata analisi</strong> ma occhio a non cancellare file importanti come DLL o file di sistema. Potremo cancellare le immagini doppi, un documento doppio o altri documenti. <strong>dupeGuru è disponibile gratuitamente per Windows, MAC e Linux.</strong></p>
<h3><a href="https://www.hardcoded.net/dupeguru/" target="_blank">Download dupeGuru</a></h3>
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		<title>Meglio un HardDisk o i nuovi SSD?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 14:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[hard disk]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete acquistato oppure state valutando l’acquisto di un nuovo computer e volete sapere se montare un classico Hard Disk oppure optare per i nuovi SSD? Partiamo dal fatto che entrambi permettono di memorizzare dati ma la loro architettura hardware è molto diversa ed in questo articolo andremo a conoscerli in modo approfondito. Partiamo dalla prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg" rel="attachment wp-att-2809"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2809" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg" alt="Come sostituire il tuo vecchio hard disk con un nuovo SSD" width="1024" height="683" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Avete acquistato oppure state valutando l’acquisto di un nuovo computer e volete sapere se <strong>montare un classico Hard Disk oppure optare per i nuovi SSD</strong>? Partiamo dal fatto che entrambi permettono di memorizzare dati ma la loro architettura hardware è molto diversa ed in questo articolo andremo a conoscerli in modo approfondito.</p>
<p><span id="more-4137"></span></p>
<p>Partiamo dalla prima differenza sostanziale, gli <strong>Hard Disk utilizzano dischi magnetici per la memorizzazione dei dati</strong> con le classiche testine che scrivono e leggono i file sui dischi mentre un <strong>SSD non ha parti in movimento con i dati che vengono memorizzati su celle di memoria</strong> che sono in pratica dei transistor.</p>
<p>Lo sviluppo degli SSD si è reso necessario per scavalcare i limiti fisici degli hard disk che in alcuni casi rappresentano dei veri e propri colli di bottiglia in termini di velocità e trasferimento dati, cosa che gli SSD non hanno poichè i dati sono sempre tutti disponibili e subito. Infatti <strong>le prestazioni di un SSD sono fino a centinaia di volte superiore a quelle di un Hard Disk</strong>.</p>
<p>Le prestazioni dunque migliorano la comunicazione tra le diverse periferiche come CPU e RAM velocizzando il sistema complessivamente. Tra i <strong>vantaggi di un SSD</strong> c’è anche che non ha problemi relativa <strong>all’usura dovuto all’utilizzo</strong> ed è anche più<strong>resistente agli urti</strong> però ha lo svantaggio di avere una durata di vita limitata dalla quantità di scrittura e riscrittura delle memorie flash che seppure è elevato è sempre limitato.</p>
<p>Infatti sarebbe <strong>cosa buona usare un SSD per installare il sistema operativo e tutte le applicazioni</strong>, in modo da avere velocità e rapidità di esecuzione e <strong>spostare i dati come file, documenti, foto e video su un normale Hard Disk</strong> così da preservare l’SSD dalla continua lettura e scrittura della celle.</p>
<p><center></center>Gli SSD costano molto di più di un Hard Disk anche se il prezzo è in continua diminuzione e le nuove tecnologie dovrebbero spingere sull’utilizzo di SSD sempre più di frequente anche se un normale Hard Disk ha sempre i suoi utilizzi.</p>
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		<title>Come sostituire il tuo vecchio hard disk con un nuovo SSD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Ruggiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 22:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[hard disk]]></category>
		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Sostituisci il tuo vecchio hard disk con un nuovo SSD e lai schizzare le prestazioni del tuo computer. Ecco come Nelle pagine precedenti abbiamo visto come rendere perfetto il PC in 10 mosse, senza spendere un centesimo e notando immediatamente un notevole miglioramento delle prestazioni del sistema. Il massimo, però, si ottiene intervenendo anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2809 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg" alt="Come sostituire il tuo vecchio hard disk con un nuovo SSD" width="703" height="469" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/Come-sostituire-il-tuo-vecchio-hard-disk-con-un-nuovo-SSD-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sostituisci il tuo vecchio hard disk con un nuovo SSD e lai schizzare le prestazioni del tuo computer. Ecco come</p>
<p><span id="more-2808"></span></p>
<p>Nelle pagine precedenti abbiamo visto come rendere perfetto il PC in 10 mosse, senza spendere un centesimo e notando immediatamente un notevole miglioramento delle prestazioni del sistema. Il massimo, però, si ottiene intervenendo anche sulla configurazione hardware. Non stiamo parlando di costosi aggiornamenti delle componenti già installate; il più delle volte, la sostituzione della CPU o della scheda grafica comporta notevoli esborsi economici senza fornire risultati prestazionali significativi.<br />
Con una spesa più che accettabile di appena <strong>120 euro</strong> riusciamo invece ad incrementare le prestazioni del PC addirittura del 400%! Basta installare un veloce disco SSD su cui installare Windows e aggiungere il giusto quantitativo di RAM. L&#8217;incremento prestazionale sarà evidentissimo fin dall&#8217;avvio del l&#8217;OS e&#8230; il nostro portafogli ci ringrazierà. Nelle pagine che seguono scopriremo come &#8220;mettere mano” nel case del computer senza fare danni e come trasferire il sistema operativo sul disco SSD senza perdere alcun dato. Buon overclock !</p>
<p>La quantità di memoria a disposizione influisce notevolmente sulla velocità del PC: il funzionamento del sistema operativo e dei programmi sarà molto più “fluido”. E <strong>bastano pochi euro</strong> per avere un PC davvero scattante!</p>
<p>Troviamo un piano stabile abbastanza ampio dove possiamo posizionare il computer con tutti i componenti. All’interno della confezione di vendita del nostro SSD, oltre all’unità allo stato solido, troveremo il CD col software, una piccola guida illustrativa, la staffa per il montaggio su desktop, le viti per il fissaggio, un cavo di alimentazione e l’adattatore USB/SATA per il notebook.</p>
<p><strong>Se abbiamo un portatile</strong>, la migrazione è davvero molto semplice. Non dobbiamo far altro che collegare all’SSD l’adattatore USB/SATA fornito in dotazione. Dopo averlo fatto, connettiamolo al PC attraverso la porta USB proprio come si fa con un hard disk esterno. Non preoccupiamoci se l’unità non appare nelle risorse del computer perché questo è dovuto al fatto che non è stata inizializzata.</p>
<p>L’SSD ha le dimensioni di <strong>un disco da 2,5”</strong> come quello utilizzato per i notebook. Per poterlo installare anche su un desktop, a corredo viene fornito un “trame&#8221; che consente di fissarlo in uno slot per dischi da 3,5&#8243;. Se abbiamo un desktop, quindi, per prima cosa prendiamo la staffa e fissiamoci l’SSD utilizzando 4 viti: facciamo attenzione a che i connettori siano rivolti verso l’esterno.</p>
<p>Passiamo al nostro desktop e spegniamolo. Scolleghiamo ogni cavo, da quello di alimentazione a quelli delle varie periferiche. Servendoci di un cacciavite, rimuoviamo il pannello laterale per accedere al suo interno. Attualmente i PC si presentano con case di ogni genere e l’accesso al loro interno potrebbe differire. Per non aver problemi, basta fare riferimento al manuale a corredo.</p>
<p>Una volta avuto l’accesso all’intemo del case, dobbiamo trovare uno slot libero per l’installazione di un <strong>hard disk da 3,5”</strong>. Alloggiamoci la staffa con la nostra unità SSD e fissiamola, eventualmente, utilizzando le 4 viti rimaste che abbiamo trovato all’interno della confezione di vendita. Assicuriamoci che i connettori delI’SSD siano rivolti verso l’esterno.</p>
<p>Ora non ci resta che collegare l’SSD alla scheda madre utilizzando il cavo dati e quello di alimentazione. Fatto ciò, chiudiamo il case, colleghiamo tutti i cavi delle periferiche, quello di alimentazione e riavviamo il sistema. A titolo dimostrativo possiamo cronometrare l’attuale tempo di avvio per confrontarlo con quello che otterremo dopo aver installato l’SSD.</p>
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		<title>Come ottimizzare e gestire un Hard Disk SSD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 18:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[hdd]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Per non perdere prestazioni nel tempo e rendere sempre al massimo, gli Ssd necessitano di una manutenzione dedicata e di alcune impostazioni particolari. Ecco come fare. &#160; VERIFICARE LO STATO Di SALUTE DI UN SSD Per verificare lo stato di salute del proprio Ssd ci sono due approcci differenti e altrettanto efficaci: la lettura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-2766 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg" alt="ssd" width="702" height="561" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-300x240.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg 1280w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per non perdere prestazioni nel tempo e rendere sempre al massimo, gli Ssd necessitano di una manutenzione dedicata e di alcune impostazioni particolari. Ecco come fare.</p>
<p><span id="more-2765"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VERIFICARE LO STATO Di SALUTE DI UN SSD</strong></p>
<p>Per verificare lo stato di salute del proprio Ssd ci sono due approcci differenti e altrettanto efficaci: la lettura dei parametri operativi (Smart, acronimo di Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology) e un controllo sulle prestazioni globali. Entrambe queste attività possono essere fatte tramite alcuni semplici software, gratuiti e di semplice utilizzo. Uno dei più diffusi in ambiente Windows è CrystalDiskInfo, un tool gratuito, disponibile anche in versione portable, che potete scaricare a questo indirizzo: http://crystalmark. info/download/index-e.html.</p>
<p>Per il sistema operativo OS X potete invece scaricare una semplicissima utility chiamata Smart Utility (http:// www.macupdate.com/app/mac/24875/ smart-utility) in grado di fornire tutte le informazioni necessarie.</p>
<p>I parametri Smart sono relativi alle funzionalità base di un disco e rappresentano dal punto di vista tecnico dei contatori da tenere in seria considerazione per valutare lo stato di salute di un dispositivo. Durante la vita di un<br />
comune dispositivo di archiviazione questi parametri si incrementano ogni qualvolta accade un evento, e tengono traccia di tutto quanto successo (in termini di eventi critici) nella vita di un disco.</p>
<p>Alcuni di essi sono inutili per un disco allo stato solido (tempo di avvio del motore, riavvii del motore e altri simili), ma molti altri sono estremamente significativi, a volte ben di più di un disco normale. Alcuni, quasi trascurabili per un disco meccanico, rappresentano dei veri e propri campanelli d&#8217;allarme per un disco allo stato solido.</p>
<p>Il numero di settori riallocati, i settori non correggibili o gli errori in lettura sono dati estremamente significativi sullo stato di salute delle celle di memoria flash e devono essere presi in serissima considerazione, dato che possono indicare uno stato di salute<br />
critico del disco. Tenere in seria considerazione questi dati permette di gestire al meglio i dispositivi di archiviazione allo stato solido che, ricordiamolo, operano purtroppo in contesti in cui i sistemi operativi li trattano quasi esclusivamente come fossero dischi tradizionali. Da ciò ne consegue anche che le normali operazioni di manutenzione su dischi magnetici (in grado di migliorarne il funzionamento) possono essere inadeguate sugli Ssd e portare a deterioramenti rapidi se effettuate troppo di frequente. Inoltre è possibile agire in maniera preventiva per evitare che il deterioramento avvenga, bypassando alcune funzionalità dei sistemi operativi. Nel seguito vi mostreremo come effettuare le due cose, evitando di affaticare inutilmente il disco e monitorando le sue funzionalità.</p>
<p>Il punto cruciale è che i programmi e molte parti del sistema operativo non tengono in minima considerazione il metodo di scrittura degli Ssd e, in molti casi ci sono dei processi molto utilizzati, studiati per il mondo dello storage magnetico, che possono ridurre sia le prestazioni sia l&#8217;aspettativa di vita di un Ssd. In questa prima parte vedremo quali sono tali programmi e funzioni e come possiamo disabilitarle in modo da limitare il loro contributo nel deterioramento del disco Ssd, evitando anche sprechi computazionali e rendendo anche il sistema più reattivo.</p>
<p>La frammentazione dei dati in un disco allo stato solido non è un problema come lo era invece per i dischi magnetici. La lettura e scrittura parallela da più celle di memoria rende la frammentazione dei dati una cosa quasi inevitabile dal punto di vista fisico ma ininfluente da quello funzionale. Il problema è però che molti sistemi operativi hanno abilitato di default il processo di defrag, che agisce continuamente sul disco e può portare sia a un peggioramento delle prestazioni sia a un consumo eccessivo del disco, con numerosissime piccole scritture che contribuiscono al deterioramento del prodotto.</p>
<p>Un defrag continuato, utilizzando sia lo strumento di default del sistema operativo sia qualche altro strumento software dedicato, non comporta dunque alcun miglioramento, ma rischia di ridurre drasticamente la vita di un Ssd. Un defrag settimanale sull&#8217;intero disco può tranquillamente dimezzare la vita presunta del dispositivo.</p>
<p>Per disabilitare il defrag programmato in ambiente Windows è sufficiente aprire, dal menu Start &#8211; Accessori -Utilità di sistema &#8211; Utilità di deframmentazione dischi e verificare immediatamente lo stato della situazione. I dischi presentati indicano quando è stata eseguita l&#8217;ultima deframmentazione (e la percentuale di frammentazione del disco).</p>
<p>Per disabilitarla sui dischi allo stato solido è necessario selezionare Configura pianificazione e Seleziona dischi, dove si può rimuovere ueTrag la spunta al modello allo stato cni allo solido per evitare continue inutili riscritture dei dati. ma- Il file system HSF+ utilizzato da Apple per il suo OS X è invece strutturato in modo tale che il defrag non sia necessario e quindi non esiste in maniera automatica su tali sistemi. Da questo punto vista, per gli utenti Mac, non c&#8217;è assolutamente nulla da fare.</p>
<p><strong>Disabilitare l&#8217;indicizzazione del disco</strong></p>
<p>Questa caratteristica, propria dei sistemi Windows, permette ricerche molto più rapide quando si utilizza un disco magnetico tradizionale, mentre non aiuta per nulla gli Ssd facendo per giunta molte piccole scritture in varie porzioni del disco che risultano a lungo termine deleterie.</p>
<p>Per disabilitare l&#8217;indicizzazione è possibile agire in due modi: direttamente nelle proprietà del volume considerato &#8220;Consenti l’indicizzazione del contenuto e delle proprietà dei file di questa unità&#8221; va disabilitato a priori. Se volete maggiori certezze è inoltre possibile disabilitare il servizio direttamente tramite il confi-guratore dei servizi. Dal prompt digitate &#8220;services.msc&#8221; e cercate il servizio &#8220;Windows Search&#8221;. Stoppate il servizio e nella voce &#8220;Tipo di avvio&#8221; selezionate &#8220;Disabilitato&#8221;. Questo preverrà che Windows faccia continue letture e piccole scritture su tutto il disco, andando a generare una piccola quantità di dati che si tramuta però in vaste riscritture delle celle di un Ssd. Per i sistemi basati su OS X l&#8217;indicizzazione viene eseguita da Spotlight. In questo caso abbiamo due possibilità complementari in base alle esigenze del singolo utente. La prima è disabilitare completamente il servizio di indexing tramite la riga di comando: sudo mdutil -a -i off, mentre la seconda prevede, tramite le preferenze del software (Preferenze di sistema &#8211; Spotlight &#8211; Privacy) di escludere determinate cartelle dall&#8217;indicizzazione, in modo da rimuovere quelle usate più di frequente che portano al maggior numero di lettura e scritture su disco da parte del servizio.</p>
<p><strong>NO ALL&#8217;IBERNAZIONE</strong></p>
<p>Nonostante l&#8217;ibernazione sia una funzionalità piuttosto utile, il suo utilizzo su sistemi dotati di un disco allo stato solido non è affatto l&#8217;ideale. È da preferire l&#8217;utilizzo della sospensione, che salva il lavoro sulla memoria Ram, in modo che la ripresa del sistema sia rapida e non incida sul disco allo stato solido. L&#8217;ibernazione infatti, a differenza della modalità sospensione, salva l&#8217;intera immagine della memoria sul disco, offrendo un extra lavoro notevole per le celle di un Ssd. Su un Pc o un Mac dotato di 8 Gbyte di Ram, ad esempio, ogni ibernazione scrive il contenuto completo della memoria su disco, offrendo un extra lavoro notevole per un disco allo stato solido. Considerando inoltre che, con un Ssd di buon livello, lo spegnimento completo di un sistema impiega pochi secondi, e la sua accensione solo qualche decina, il tempo dedicato a tale attività è praticamente irrilevante (a differenza dei minuti risparmiati utilizzando un disco magnetico in combinazione con l&#8217;ibernazione). In ambito Windows per disabilitare l&#8217;ibernazione è sufficiente, dal prompt dei comandi, digitare powercfg. exe /hibernate off e premere invio, oltre ovviamente riavviare il sistema. Utilizzando un sistema operativo OS X la procedura è molto simile: dal Terminale dei comandi è infatti sufficiente digitare sudo pmset hibernatemode 0. Per liberare lo spazio occupato in precedenza è inoltre utile il comando: sudo rm /var/ vm/sleepimage.</p>
<p><strong>ELIMINARE IL PAGEFILE</strong></p>
<p>Il file di paginazione, su sistemi moderni con un buon quantitativo di memoria Ram e un disco allo stato solido a disposizione, non è per nulla utile e, a volte, addirittura dannoso. Questo file è un supporto aggiuntivo, una memoria virtuale aggiunta alla Ram di sistema, ospitato sul disco rigido. La continua scrittura di dati al suo interno è di conseguenza un altro motivo di stress per il disco allo stato solido, ragione per cui è decisamente meglio eliminarlo. Il file esiste sia in ambiente Windows sia OS X e la procedura di disabilitazione è nel complesso molto simile. Per il sistema Microsoft tale file può essere gestito andando in Impostazioni di sistema avanzate che trovate nelle proprietà del computer. A questo punto nella scheda Avanzate selezioniamo Impostazioni nella sezione Prestazioni e, nella nuova finestra aperta, di nuovo Avanzate, Memoria virtuale &#8211; Cambia. Rimuovere la spunta dall&#8217;opzione per la gestione automatica del file di paging e selezionare Nessun file di paging nella parte inferiore del pannello premendo poi Imposta. La nuova configurazione avrà effetto dopo un riavvio del sistema.</p>
<p><strong>LE UTILITY WINDOWS CHE ROVINANO L&#8217;SSD</strong></p>
<p>Windows in particolare adotta alcune tecniche di caching che servono per migliorare la reattività del sistema, nate prima dell&#8217;arrivo sul mercato degli Ssd e nella maggior parte dei casi attivate di default sui sistemi in commercio. Queste tecniche consistono però in, di nuovo, numerose piccole letture e scritture che poco appesantiscono i dischi magnetici ma che hanno impatti notevoli sugli Ssd.</p>
<p>Due di queste sono Prefetch e Superfetch, apparse per la prima volta addirittura con Windows XP, ben 13 anni orsono. La prima consiste nella capacità del sistema di monitorare in tempo reale i file più utilizzati nell&#8217;avvio del sistema operativo e delle applicazioni, salvandoli in una cartella cache organizzata per essere sempre disponibile. La grande velocità degli Ssd e la non necessità di un organizzazione diretta per mantenere tali prestazioni rende il prefetch inutile e dannoso. Il secondo, introdotto con Windows Vista e responsabile inizialmente del consumo anomalo di Ram da parte di quel sistema operativo, è stato modificato in Windows 7 e successivi, pur restando piuttosto invadente.</p>
<p>Il superfetch consiste nel caching in un&#8217;area disco dedicata delle porzioni dei programmi utilizzati maggiormente, in modo da renderli sempre immediatamente disponibili alla Ram. Il consumo medio è abbastanza elevato e porta a scrivere su disco anche 1 Gbyte di dati in pochi minuti dopo l&#8217;avvio del sistema operativo, motivo per cui, con gli Ssd, è decisamente consigliabile disabilitarlo.</p>
<p>Per fare ciò per entrambe i servizi la procedura è la medesima: dal prompt dei comandi è sufficiente andare nel registro di sistema con il comando Regedit e andare nella cartella &#8220;HKEY_ LOCAL_MACHINE\ System\CurrentControl-Set\Control\SessionMa-nager\MemoryManage-ment\PrefetchParameters&#8221; e cliccare con il tasto destro sui due parametri EnablePrefetcher e EnableSuperfetch, modificando il valore predefinito (1 oppure 3 significa servizio abilitato) in 0 (disabilitato). Per completare la procedura occorre un riavvio della macchina.</p>
<p><strong>LA CACHE DI SCRITTURA DISCO</strong></p>
<p>Windows prevede la possibilità, per tutte le unità di archiviazione, di abilitare il servizio di write caching. Questo permette al sistema di scrivere i dati non direttamente sul disco quando necessario, ma archiviarli temporaneamente in Ram e riversarli su disco quando quest&#8217;ultimo è scarico. Dal punto di vista prestazionale il sistema guadagna qualche punto percentuale, mentre dal punto di vista dello stress elettronico la procedura porta a un incremento del numero di scritture rispetto a un semplice schema diretto. Per disabilitarlo è sufficiente andare, da Pannello di controllo, in Gestione dispositivi, aprire il pannello Unità disco, selezionare il disco Ssd e cliccare la voce Proprietà che appare premendo il tasto destro. A questo punto, nel pannello Criteri è possibile disabilitare la cache in scrittura. L&#8217;unico caso in cui sconsigliamo questa procedura è se il vostro sistema adotta un Ssd Intel, in questo caso infatti il decremento prestazionale impatta davvero negativamente.<br />
<strong>RIPRISTINO DEL SISTEMA, FONTE DI STRESS</strong></p>
<p>Il system restore (o ripristino di sistema) pur essendo un&#8217;ottima funzione del sistema operativo Windows, ha un effetto deleterio tanto sulle performance tanto sulla durata di un Ssd.</p>
<p>Con il passare del tempo le continue scritture necessarie per tenere aggiornato il sistema riempiono parzialmente lo stesso spazio di archiviazione, con continue sovrascritture nel complesso piuttosto deleterie, rendendo inoltre molto complesso il funzionamento corretto del comando Trim (di cui parleremo approfonditamente più avanti). Per disabilitare questa funzionalità è necessario selezionare Sistema nel Pannello di controllo e selezionare la scheda Protezione sistema. Dopo aver premuto il tasto Configura è possibile scegliere le impostazioni di ripristino e, nello specifico, disattivare la protezione di sistema.</p>
<p>Con questo semplice accorgimento si potrà evitare che il disco allo stato solido venga continuamente stressato con la scrittura dei dati di restore, in grado di coprire svariate decine di Gbyte ogni giorno.</p>
<p>Dopo aver evitato un&#8217;usura precoce del proprio Ssd attraverso le precauzioni analizzate nelle scorse pagine, andiamo ora a valutare le migliori soluzioni per mantenere in salute un disco allo stato solido, sia in termini elettronici sia prestazionali.</p>
<p>Un disco di questo tipo ha infatti bisogno di alcuni accorgimenti mirati per fare in modo che le celle di memoria e soprattutto le prestazioni non si deteriorino con il tempo, portando da un lato a errori hardware e dall&#8217;altro a rallentamenti notevoli in grado di invalidare i grandi benefici che dischi di questo tipo portano ai loro possessori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SSD VS HDD: differenze, prestazioni e prezzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 16:04:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[hard disk]]></category>
		<category><![CDATA[hd]]></category>
		<category><![CDATA[ssd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la diffusione sul mercato dei dischi allo stato solido ha subito un’impennata considerevole. Molti notebook di fascia media e alta integrano al proprio interno dischi di questo tipo, soli o affiancati a sistemi di archiviazione tradizionali; mentre su desktop è ormai possibile, con una spesa di poche decine di euro, aggiungere un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-2766 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg" alt="ssd" width="702" height="561" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-1024x819.jpg 1024w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd-300x240.jpg 300w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2014/12/ssd.jpg 1280w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></p>
<p>Negli ultimi anni la diffusione sul mercato dei dischi allo stato solido ha subito un’impennata considerevole. Molti notebook di fascia media e alta integrano al proprio interno dischi di questo tipo, soli o affiancati a sistemi di archiviazione tradizionali; mentre su desktop è ormai possibile, con una spesa di poche decine di euro, aggiungere un Ssd di buon livello in grado di modificare radicalmente le prestazioni dell’intero sistema.</p>
<p><span id="more-2767"></span><br />
A una diffusione di questo tipo, destinata inoltre a crescere nel tempo in maniera netta e continua, non corrisponde però una conseguente e simmetrica evoluzione del software presente normalmente sui Pc domestici. Molti programmi, senza nessuna necessità aggiuntiva, beneficiano enormemente della velocità propria degli Ssd, pur trattandoli in maniera indifferenziata rispetto ai modelli a piatti magnetici.</p>
<p>Le differenze costruttive e logiche nel funzionamento rendono però un Ssd un prodotto diverso, che per funzionare al meglio necessita di alcuni piccoli accorgimenti e che, se trattato in ogni caso come un disco magnetico, potrebbe nel tempo anche peggiorare il proprio comportamento.</p>
<p>Nel seguito vogliamo dare una<br />
panoramica sulle differenze, in termini di operatività, tra dischi tradizionali e Ssd, concentrandoci poi sul tema della manutenzione di questi ultimi. Non è infatti vero che le operazioni di routine messe in atto sui dischi magnetici abbiano lo stesso effetto su quelli allo stato solido anzi, alcune di esse sono addirittura deleterie.</p>
<p><strong>SSD CONTRO HDD:</strong></p>
<p><strong>DATI E ALLOCAZIONE</strong></p>
<p>Un disco allo stato solido opera in maniera completamente diversa da un disco magnetico. Su quest&#8217;ultimo i piatti sono magnetizzati con una serie concentrica di zero e uno, costituendo in questo modo i file che trattiamo ogni giorno. Quando si cancella un file si svuota (dal punto di vista logico) una parte del disco, permettendo di<br />
utilizzarla in futuro per l&#8217;allocazione di altri file. Questa cancellazione non ha nessun impatto sulla superficie del disco, ma richiede periodicamente una politica di deframmentazione (spesso abbreviato in defrag) in modo da non ritrovarsi con il disco zeppo di dati con dei piccoli buchi disponibili sparsi però in maniera disordinata. Scrivere un file di grandi dimensioni in questo caso comporta grandi tempi di attesa dovuti alla scrittura di parte di esso in posizioni diverse.</p>
<p>Pur con dischi con velocità di scrittura elevata (ad esempio 100 Mbyte/s) il tempo che occorre per scrivere un file da 100 Mbyte in piccole porzioni di disco libere dipende in massima parte dal tempo necessario per spostare la testina di scrittura da un punto all&#8217;altro. Paradossalmente, avendo 1.000 spazi liberi da 100 Kbyte ciascuno, con il tempo necessario per scrivere il file sarebbe di 6 secondi (1.000 x 5 ms per gli spostamenti da aggiungere a 1 secondo necessario per scrivere 1.000 spazi da 100 Kbyte a 100 Mbyte/s). Se non ci fosse gap tra gli spazi disponibili il tempo totale sarebbe di solo 1 secondo.</p>
<p>Il defrag, che ricompone i dati in maniera sequenziale, è di conseguenza fondamentale per avere uno spazio contiguo di dimensioni considerevoli e per riorganizzare i file in maniera sequenziale, in modo da avere sempre la maggiore velocità possibile con l&#8217;hardware a disposizione.</p>
<p>Un Ssd opera in maniera completamente opposta. La struttura dati non è quella di un Hdd, ovvero una pista continua che contiene i file, ma<br />
Se non gestite a dovere, le celle di memoria flash si degradano in maniera rapida.<br />
si ragiona seguendo le dimensioni fisiche delle celle di memoria. Ogni cella può contenere un numero finito di dati e la loro lettura può avvenire anche in contemporanea. Per questo motivo viene meno la necessità di avere dati solo sequenziali e, anzi, in alcuni casi le prestazioni massime si hanno leggendo in parallelo da più celle distinte.</p>
<p>La scrittura su un Ssd avviene infatti per blocchi. Un blocco, che ha dimensione normale di 256 Kbyte deve in ogni caso essere scritto per intero ogni volta. Questo significa, ad esempio, che modificare un singolo bit presente in questo blocco porta alla necessità, da parte del Ssd, di cancellare l&#8217;intero blocco e riscriverlo con il bit in questione modificato. La discrepanza tra il mondo operativo e quello elettrico è insita proprio qui: per il sistema operativo è stato scritto 1 solo bit, mentre per l&#8217;Ssd il processo di scrittura è stato di 256 Kbyte (2.048.000 bit). Il problema è che ciò non si ripercuote solo sulle prestazioni del sistema ma risiede nel fatto che questa cancellazione è un&#8217;operazione usurante, la cella di memoria si consuma a ogni scrittura effettuata e, di conseguenza, può essere eseguita solo un numero finito di volte. Con questo non vogliamo certo creare allarmismo, visto che i numeri in gioco sono molto, molto grandi. Si parla in questi casi di cicli P/E (Program/Erase) effettuabili. Tanto per fare un esempio un Ssd moderno con celle Mlc ha un valore di circa 5.000 P/E, mentre le<br />
DiSCO allo stato solido</p>
<p><center><script>// <![CDATA[
//
         document.write('<iframe loading="lazy" src="http://quickshop.shoppydoo.it/miniAdvert.aspx?categoryId%5B%5D=143&amp;customxsl=tp_300x250&amp;partnerid=tecnoguideit&amp;search=ssd&amp;sort=popularity" height="250" width="300" scrolling="no" frameborder="0" style="padding: 0px; margin: 0px; border:0px;background-color:#ffffff" allowtransparency="false"></iframe>');
// ]]&gt;</script></center>Moduli di memoria flash e un controller dedicato.<br />
più veloci celle Slc arrivano anche a 100.000 P/E. Per meglio comprendere questi valori possiamo dire che, un disco Mlc medio da 128 Gbyte può scrivere circa 60 Gbyte di dati al giorno per circa 10 anni prima di avvicinarsi a un punto di consumo significativo. Siamo chiari, in ambito desktop scrivere 60 Gbyte di dati ogni giorno per oltre 10 anni è davvero improponibile, ma molti processi, studiati per operare su normali hard disk (che non soffrono di questi problemi), si impegnano per incrementare a dismi-^ sura le scritture effettuate su un Ssd. Ad esempio la semplice installazione del sistema operativo e dei programmi classici di produttività personale, che porta sul disco circa 30 Gbyte di dati, corrisponde dal punto di vista dell&#8217;Ssd a una scrittura di oltre 70 Gbyte di dati. Sul disco vediamo 30 Gbyte occupati, ma per scriverli il Ssd ha dovuto effettuare molte più operazioni, per un totale più che doppio.</p>
<p>Le ultime generazioni di Ssd utilizzano però le celle di memoria Tlc, o</p>
<p>Triple Level Celi, delle celle a tre strati logici in grado di ospitare 3 bit all&#8217;interno di ciascuna di esse. Queste celle hanno capacità di molto superiore alle Slc e Mlc, e permettono di avere dischi Ssd ad alta capacità a prezzi ragionevoli. Molte di queste celle hanno però un numero di cicli P/E molto più basso rispetto alle celle a singolo a due bit, e l&#8217;ordine di grandezza medio è compreso tra 750 e 1.000 cicli P/E, in base al processo produttivo.</p>
<p>Questo valore porta a una capacità di sopportazione, prima di avere dei danni sulle celle molto inferiore rispetto ai modelli più costosi, con circa 1,25 Gbyte di dati scritti al giorno su Ssd per 10 anni consecutivi. Ovviamente scrivendo 10 Gbyte di dati al giorno la vita media di un Ssd di questo tipo crolla a poco più di 1 anno.</p>
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