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	<title>notizia Archives - TecnoGuide</title>
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		<title>Quali sono le auto più rubate in Italia: ecco la classifica completa</title>
		<link>https://tecnoguide.info/quali-sono-le-auto-piu-rubate-in-italia-ecco-la-classifica-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2023 22:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[furti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione In Italia, le auto più rubate sono una preoccupazione costante per i proprietari di veicoli. Ogni anno, centinaia di auto vengono rubate in tutto il paese, con una conseguente perdita di tempo, denaro e soprattutto sicurezza. Per aiutare i proprietari di auto a prendere le giuste precauzioni, abbiamo preparato una classifica delle auto più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="wpaicg-introduzione">Introduzione</h2>
<p>In Italia, le auto più rubate sono una preoccupazione costante per i proprietari di veicoli. Ogni anno, centinaia di auto vengono rubate in tutto il paese, con una conseguente perdita di tempo, denaro e soprattutto sicurezza. Per aiutare i proprietari di auto a prendere le giuste precauzioni, abbiamo preparato una classifica delle auto più rubate in Italia. La classifica è stata compilata sulla base dei dati forniti dalle forze dell&#8217;ordine italiane e include le auto più rubate in Italia nel corso degli ultimi anni. In questo articolo, esamineremo la classifica e discuteremo alcune misure che i proprietari di auto possono prendere per prevenire il furto dei loro veicoli.</p>
<h3 id="wpaicg-come-prevenire-il-furto-della-propria-auto-consigli-pratici">Come prevenire il furto della propria auto: consigli pratici</h3>
<p>1. Installare un sistema di allarme di qualità: un sistema di allarme di qualità è uno dei modi più efficaci per prevenire il furto della propria auto. Assicurarsi che sia dotato di una sirena forte e di una funzione di blocco del motore.</p>
<p>2. Parcheggiare in un luogo sicuro: parcheggiare la propria auto in un luogo ben illuminato e ben sorvegliato è un ottimo modo per prevenire il furto. Se possibile, parcheggiare in un garage o in un parcheggio custodito.</p>
<p>3. Bloccare le portiere: assicurarsi sempre di chiudere a chiave le portiere della propria auto quando non si è a bordo.</p>
<p>4. Non lasciare oggetti di valore in vista: non lasciare oggetti di valore come borse, portafogli, laptop o altri oggetti di valore in vista all&#8217;interno dell&#8217;auto.</p>
<p>5. Installare un dispositivo di localizzazione GPS: un dispositivo di localizzazione GPS può aiutare a rintracciare la propria auto in caso di furto.</p>
<p>6. Non lasciare le chiavi dell&#8217;auto in giro: non lasciare le chiavi dell&#8217;auto in giro o in luoghi accessibili ai ladri.</p>
<p>7. Non lasciare le chiavi dell&#8217;auto in macchina: non lasciare le chiavi dell&#8217;auto all&#8217;interno dell&#8217;auto, anche se si è solo per pochi minuti.</p>
<p>8. Installare un sistema di blocco del volante: un sistema di blocco del volante può aiutare a prevenire il furto della propria auto.</p>
<p>9. Installare un sistema di blocco del cambio: un sistema di blocco del cambio può aiutare a prevenire il furto della propria auto.</p>
<p>10. Installare un sistema di blocco del motore: un sistema di blocco del motore può aiutare a prevenire il furto della propria auto.</p>
<h3 id="wpaicg-le-auto-piu-rubate-in-italia-quali-sono-le-marche-piu-a-rischio">Le auto più rubate in Italia: quali sono le marche più a rischio?</h3>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza Stradale, le auto più rubate in Italia sono quelle delle marche Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Volkswagen e Ford. Queste marche rappresentano circa il 70% delle auto rubate in Italia.</p>
<p>Le auto di queste marche sono particolarmente vulnerabili ai furti perché sono molto diffuse e quindi più facili da rubare. Inoltre, alcuni modelli di queste marche sono dotati di sistemi di sicurezza meno avanzati rispetto ad altri, rendendoli più vulnerabili ai furti.</p>
<p>Per prevenire i furti di auto, è importante che i proprietari di queste marche adottino misure di sicurezza adeguate. Ad esempio, è consigliabile installare un sistema di allarme, un dispositivo di blocco del volante o un sistema di localizzazione GPS. Inoltre, è importante parcheggiare l&#8217;auto in luoghi ben illuminati e ben sorvegliati.</p>
<h3 id="wpaicg-come-funziona-il-sistema-di-allarme-antifurto-tutto-quello-che-ce-da-sapere">Come funziona il sistema di allarme antifurto: tutto quello che c&#8217;è da sapere</h3>
<p>Un sistema di allarme antifurto è un dispositivo progettato per rilevare l&#8217;intrusione di un ladro in una proprietà. Il sistema è composto da una serie di dispositivi di sicurezza, come sensori di movimento, sensori di porte e finestre, sensori di fumo, sensori di calore, sensori di gas, ecc. Questi dispositivi sono collegati a una centrale di allarme, che può essere programmata per inviare un segnale di allarme a una stazione di monitoraggio o a una centrale di sicurezza.</p>
<p>Quando un dispositivo di sicurezza rileva un&#8217;intrusione, invia un segnale alla centrale di allarme. La centrale di allarme può quindi inviare un segnale di allarme a una stazione di monitoraggio o a una centrale di sicurezza. La stazione di monitoraggio può quindi contattare le forze dell&#8217;ordine o un servizio di sicurezza privato per gestire la situazione.</p>
<p>Un sistema di allarme antifurto può anche essere programmato per inviare un segnale di allarme direttamente al proprietario della proprietà. Questo segnale può essere inviato via e-mail, SMS o chiamata telefonica. Il proprietario può quindi contattare le forze dell&#8217;ordine o un servizio di sicurezza privato per gestire la situazione.</p>
<p>Un sistema di allarme antifurto può anche essere programmato per attivare una sirena o una luce lampeggiante per scoraggiare i ladri. Questo può essere utile per spaventare i ladri e dissuaderli dal commettere un crimine.</p>
<p>Un sistema di allarme antifurto può essere uno strumento efficace per prevenire i furti e proteggere la proprietà. Tuttavia, è importante assicurarsi che il sistema sia installato correttamente e che sia regolarmente controllato e manutenuto. Inoltre, è importante assicurarsi che il sistema sia abilitato in modo che possa inviare un segnale di allarme in caso di intrusione.</p>
<h3 id="wpaicg-come-rintracciare-unauto-rubata-le-tecnologie-piu-avanzate">Come rintracciare un&#8217;auto rubata: le tecnologie più avanzate</h3>
<p>Esistono diverse tecnologie avanzate che possono essere utilizzate per rintracciare un&#8217;auto rubata. La maggior parte delle auto moderne sono dotate di sistemi di localizzazione GPS che possono essere utilizzati per rintracciare la posizione dell&#8217;auto. Questi sistemi possono essere attivati da una centrale di monitoraggio o da una stazione di polizia.</p>
<p>Inoltre, alcune auto sono dotate di sistemi di rilevamento delle impronte digitali che possono essere utilizzati per identificare l&#8217;auto rubata. Questi sistemi possono essere attivati da una centrale di monitoraggio o da una stazione di polizia.</p>
<p>Inoltre, alcune auto sono dotate di sistemi di rilevamento delle impronte digitali che possono essere utilizzati per identificare l&#8217;auto rubata. Questi sistemi possono essere attivati da una centrale di monitoraggio o da una stazione di polizia.</p>
<p>Infine, alcune auto sono dotate di sistemi di rilevamento delle impronte digitali che possono essere utilizzati per identificare l&#8217;auto rubata. Questi sistemi possono essere attivati da una centrale di monitoraggio o da una stazione di polizia.</p>
<p>In conclusione, le tecnologie più avanzate possono essere utilizzate per rintracciare un&#8217;auto rubata. Queste tecnologie possono essere attivate da una centrale di monitoraggio o da una stazione di polizia e possono aiutare a localizzare l&#8217;auto rubata e a identificare il proprietario.</p>
<h3 id="wpaicg-le-auto-piu-rubate-in-italia-come-cambiano-le-statistiche-nel-corso-degli-anni">Le auto più rubate in Italia: come cambiano le statistiche nel corso degli anni</h3>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza Stradale, le auto più rubate in Italia sono cambiate nel corso degli anni. Nel 2019, le auto più rubate erano le Fiat Punto, seguite da Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Alfa Romeo Giulietta.</p>
<p>Nel 2018, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo. Nel 2017, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo. Nel 2016, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo.</p>
<p>Nel 2015, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo. Nel 2014, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo. Nel 2013, le auto più rubate erano Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat Bravo.</p>
<p>Da questi dati si può notare che le auto più rubate in Italia sono rimaste le stesse negli ultimi sette anni. Tuttavia, nel 2019, l&#8217;Alfa Romeo Giulietta è entrata nella lista delle auto più rubate, sostituendo la Fiat Bravo.</p>
<p>Per prevenire il furto di auto, è importante adottare misure di sicurezza adeguate, come l&#8217;installazione di sistemi di allarme, l&#8217;utilizzo di dispositivi di blocco del volante e l&#8217;utilizzo di dispositivi di localizzazione satellitare. Inoltre, è importante parcheggiare l&#8217;auto in luoghi sicuri e ben illuminati.</p>
<h2 id="wpaicg-conclusione">Conclusione</h2>
<p>In conclusione, le auto più rubate in Italia sono quelle di marca Fiat, seguite da quelle di marca Volkswagen. Questo è dovuto principalmente al loro prezzo accessibile e alla loro popolarità. Tuttavia, è importante ricordare che la prevenzione è sempre meglio che curare, quindi è importante prendere le misure necessarie per proteggere la propria auto.</p>
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		<title>Nomofobia: cos&#8217;è la paura di rimanere senza telefono</title>
		<link>https://tecnoguide.info/nomofobia-cose-la-paura-di-rimanere-senza-telefono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 23:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[nomofobia]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nomofobia è una paura crescente che colpisce molte persone in tutto il mondo. Si tratta di una paura irrazionale di rimanere senza telefono, di non avere accesso a un dispositivo mobile o di non essere in grado di usarlo. La nomofobia è una condizione che può avere conseguenze negative sulla salute mentale e fisica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La nomofobia è una paura crescente che colpisce molte persone in tutto il mondo. Si tratta di una paura irrazionale di rimanere senza telefono, di non avere accesso a un dispositivo mobile o di non essere in grado di usarlo. La nomofobia è una condizione che può avere conseguenze negative sulla salute mentale e fisica. Può portare a sentimenti di ansia, depressione, isolamento e persino a problemi di salute fisica come mal di testa, nausea e problemi di sonno. La nomofobia può essere causata da una serie di fattori, tra cui la dipendenza da Internet, la paura di perdere contatti importanti, la paura di essere esclusi o di non essere in grado di soddisfare le proprie necessità. La nomofobia può essere trattata con l&#8217;aiuto di un professionista della salute mentale.</p>
<h3 id="wpaicg-come-riconoscere-i-sintomi-della-nomofobia">Come riconoscere i sintomi della nomofobia.</h3>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che si verifica quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o ha paura di non avere accesso a una connessione di rete. Si tratta di una condizione relativamente nuova, ma è un problema che sta diventando sempre più comune. I sintomi della nomofobia possono variare da persona a persona, ma ci sono alcuni segnali comuni da cercare.</p>
<p>Uno dei sintomi più comuni della nomofobia è l&#8217;ansia da separazione. Quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o non ha accesso a una connessione di rete, può sperimentare una sensazione di ansia o di panico. Questo può portare a una reazione emotiva intensa, come la paura o la preoccupazione.</p>
<p>Un altro sintomo comune della nomofobia è l&#8217;impulso compulsivo di controllare il proprio telefono cellulare o la connessione di rete. Una persona con nomofobia può sentire il bisogno di controllare costantemente il proprio telefono cellulare o la connessione di rete per assicurarsi che sia sempre attiva. Questo può portare a una perdita di concentrazione e a una diminuzione della produttività.</p>
<p>Un altro sintomo della nomofobia è l&#8217;ansia da prestazione. Una persona con nomofobia può sentirsi ansiosa o preoccupata di non essere in grado di soddisfare le aspettative degli altri quando non ha accesso al proprio telefono cellulare o alla connessione di rete. Questo può portare a una diminuzione della fiducia in se stessi e a una sensazione di insicurezza.</p>
<p>Infine, una persona con nomofobia può sperimentare una sensazione di isolamento. Quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o dalla connessione di rete, può sentirsi come se fosse tagliata fuori dal mondo. Questo può portare a una sensazione di solitudine e di isolamento.</p>
<p>Se si riconoscono questi sintomi, è importante parlare con un professionista della salute mentale per ottenere un trattamento appropriato. Il trattamento può includere terapia, farmaci o entrambi. È importante ricordare che la nomofobia è una condizione trattabile e che ci sono modi per gestirla</p>
<h3 id="wpaicg-come-affrontare-la-nomofobia-strategie-di-coping">Come affrontare la nomofobia: strategie di coping.</h3>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che si verifica quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o ha paura di non avere accesso a una connessione di rete. La nomofobia può avere un impatto negativo sulla salute mentale e fisica di una persona. Sebbene non sia una diagnosi clinica, la nomofobia è una condizione che può essere gestita con alcune strategie di coping.</p>
<p>Una delle strategie più efficaci per affrontare la nomofobia è limitare l&#8217;uso del telefono cellulare. Ciò significa impostare limiti ragionevoli sull&#8217;uso del telefono, come ad esempio non usarlo dopo una certa ora o limitare il tempo trascorso sui social media. Inoltre, è importante prendersi del tempo per fare attività che non richiedano l&#8217;uso del telefono, come leggere un libro, fare una passeggiata o trascorrere del tempo con gli amici.</p>
<p>Un&#8217;altra strategia di coping è quella di imparare a gestire lo stress. Questo può includere tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga. Praticare queste tecniche può aiutare a ridurre l&#8217;ansia e a gestire meglio le emozioni.</p>
<p>Infine, è importante parlare con un professionista della salute mentale se si sospetta di soffrire di nomofobia. Un professionista può aiutare a identificare le cause della nomofobia e a sviluppare strategie di coping più efficaci. Inoltre, può anche aiutare a gestire i sintomi della nomofobia e a prevenire che la condizione peggiori.</p>
<h3 id="wpaicg-come-la-tecnologia-puo-aiutare-a-gestire-la-nomofobia">Come la tecnologia può aiutare a gestire la nomofobia.</h3>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che si verifica quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o ha paura di rimanere senza accesso a una connessione di rete. La tecnologia può aiutare a gestire la nomofobia in diversi modi.</p>
<p>In primo luogo, le app di monitoraggio della salute mentale possono aiutare le persone a gestire la nomofobia. Queste app possono aiutare le persone a monitorare i loro livelli di ansia e a identificare i fattori scatenanti. Inoltre, le app possono fornire consigli su come gestire l&#8217;ansia e fornire strumenti di rilassamento come la respirazione profonda.</p>
<p>In secondo luogo, le persone possono utilizzare la tecnologia per limitare l&#8217;uso del telefono. Ad esempio, è possibile impostare limiti di tempo per l&#8217;utilizzo del telefono e impostare un timer per ricordare di prendere una pausa. Inoltre, è possibile disattivare le notifiche e impostare una modalità di non disturbare per limitare le distrazioni.</p>
<p>Infine, le persone possono utilizzare la tecnologia per connettersi con altre persone. Ad esempio, le persone possono partecipare a gruppi di supporto online o utilizzare le chat di testo per parlare con amici e familiari. Questo può aiutare a ridurre l&#8217;ansia e a sentirsi meno isolati.</p>
<p>In conclusione, la tecnologia può aiutare a gestire la nomofobia in diversi modi. Le app di monitoraggio della salute mentale possono aiutare le persone a identificare i fattori scatenanti e a gestire l&#8217;ansia. Inoltre, le persone possono utilizzare la tecnologia per limitare l&#8217;uso del telefono e connettersi con altre persone.</p>
<h3 id="wpaicg-come-la-nomofobia-puo-influenzare-la-vita-sociale">Come la nomofobia può influenzare la vita sociale.</h3>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che si verifica quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o ha paura di non avere accesso a una connessione di rete. La nomofobia può avere un impatto significativo sulla vita sociale di una persona.</p>
<p>In primo luogo, la nomofobia può portare a una dipendenza dal telefono cellulare. Una persona con nomofobia può trascorrere una quantità eccessiva di tempo al telefono, a scapito di altre attività sociali. Ciò può portare a una riduzione del tempo trascorso con amici e familiari, con conseguente isolamento sociale.</p>
<p>In secondo luogo, la nomofobia può portare a una mancanza di fiducia nelle relazioni. Una persona con nomofobia può essere così dipendente dal proprio telefono cellulare che può diventare sospettosa delle persone con cui interagisce. Ciò può portare a una mancanza di fiducia nei confronti degli altri, che può avere un impatto negativo sulla vita sociale.</p>
<p>Infine, la nomofobia può portare a una mancanza di concentrazione. Una persona con nomofobia può essere così concentrata sul proprio telefono cellulare che può diventare difficile per loro concentrarsi su altre attività sociali. Ciò può portare a una mancanza di interesse per le attività sociali, che può avere un impatto negativo sulla vita sociale.</p>
<p>In conclusione, la nomofobia può avere un impatto significativo sulla vita sociale di una persona. Può portare a una dipendenza dal telefono cellulare, a una mancanza di fiducia nelle relazioni e a una mancanza di concentrazione. È importante che le persone che soffrono di nomofobia ricevano un trattamento adeguato per gestire la loro condizione.</p>
<h3 id="wpaicg-come-la-nomofobia-puo-influenzare-la-produttivita">Come la nomofobia può influenzare la produttività.</h3>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che si verifica quando una persona è separata dal proprio telefono cellulare o ha difficoltà ad accedervi. Si tratta di una condizione che può avere un impatto significativo sulla produttività.</p>
<p>La nomofobia può influenzare la produttività in diversi modi. Innanzitutto, può portare a una distrazione costante. Quando una persona è preoccupata di non avere accesso al proprio telefono, può essere tentata di controllarlo frequentemente, interrompendo così il flusso di lavoro. Inoltre, la nomofobia può portare a una mancanza di concentrazione. Quando una persona è preoccupata di non avere accesso al proprio telefono, può essere difficile per lei concentrarsi sui compiti a portata di mano.</p>
<p>Inoltre, la nomofobia può portare a una mancanza di motivazione. Quando una persona è preoccupata di non avere accesso al proprio telefono, può essere difficile per lei trovare la motivazione per completare i compiti. Infine, la nomofobia può portare a una mancanza di comunicazione. Quando una persona è preoccupata di non avere accesso al proprio telefono, può essere difficile per lei comunicare con i colleghi e i clienti.</p>
<p>Per evitare che la nomofobia influenzi la produttività, è importante che le persone imparino a gestire la loro ansia. Ad esempio, è importante che le persone imparino a limitare il tempo trascorso sui loro telefoni e a concentrarsi sui compiti a portata di mano. Inoltre, è importante che le persone imparino a gestire le loro preoccupazioni e a trovare la motivazione per completare i compiti. Infine, è importante che le persone imparino a comunicare con i colleghi e i clienti in modo efficace.</p>
<h2 id="wpaicg-conclusione">Conclusione</h2>
<p>La nomofobia è una condizione di ansia che può avere un impatto significativo sulla vita di una persona. Sebbene non sia ancora stata riconosciuta come una diagnosi clinica, può essere una condizione molto reale e debilitante. La nomofobia può essere trattata con l&#8217;aiuto di un professionista della salute mentale, che può aiutare a identificare le cause sottostanti e aiutare a sviluppare strategie per gestire l&#8217;ansia. La consapevolezza della nomofobia può aiutare le persone a prendere decisioni più informate su come usare i loro dispositivi mobili e aiutarle a vivere una vita più sana e felice.</p>
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		<title>BitCoin: cosa sono e quali rischi nascondono</title>
		<link>https://tecnoguide.info/bitcoin-cosa-sono-e-quali-rischi-nascondono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[D'Orazi Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 15:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[BitCoin]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono stampati dalla zecca e non circolano attraverso le banche. Su Internet però, vengono usati da migliaia di persone per un totale di 5 miliardi di dollari. Da quando possono essere convertiti in moneta &#8220;reale&#8220;, fanno gola anche alla malavita. Il termine corretto sarebbe &#8220;criptomoneta&#8221;, ma pochi giorni dalla sua comparsa su Internet, Bitcoin [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/bitcoin.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-2869 aligncenter" src="http://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/bitcoin.jpg" alt="bitcoin" width="750" height="500" srcset="https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/bitcoin.jpg 750w, https://tecnoguide.info/wp-content/uploads/2015/01/bitcoin-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a>Non sono stampati dalla zecca e non circolano attraverso le banche. Su Internet però, vengono usati da migliaia di persone per un totale di 5 miliardi di dollari. Da quando possono essere convertiti in moneta &#8220;<strong>reale</strong>&#8220;, fanno gola anche alla malavita.</p>
<p><span id="more-2868"></span></p>
<p>Il termine corretto sarebbe &#8220;criptomoneta&#8221;, ma pochi giorni dalla sua comparsa su Internet, Bitcoin è stata battezzata come &#8220;moneta virtuale&#8221;. Quando è stata creata nel 2009, però, nessuno si poteva aspettare che sarebbe diventato un fenomeno tra i più innovativi (e incontrollabile) mai visto sul Web. A distanza di 5 anni dalla sua nascita, infatti, Bitcoin viene usata da migliaia di persone e in alcuni Paesi sono comparsi anche dei bancomat che permettono di convertirla e prelevare denaro &#8220;reale”.</p>
<p>Chi ha creato Bitcoin, non pensava certamente che potesse diventare un fenomeno di massa. Il suo fantomatico creatore, infatti, ha pensato i bitcoin come una sorta di esperimento sociale e tecnico. Sotto il primo aspetto, l&#8217;idea era quella di creare una moneta che non fosse sotto il controllo dei governi. Sotto il secondo, voleva rappresentare un&#8217;applicazione dei sistemi di crittografia e della filosofia &#8220;peer to peer&#8221;, la stessa usate per scambiare i file Online e che ha ispirato programmi come Napster, eMule e Torrent. Tutto il sistema di gestione di Bitcoin (quando si parla del sistema si usa il maiuscolo, mentre le monete vengono indicate in minuscolo) è infatti affidato alle singole persone che partecipano alla loro creazione. Allo stesso modo, tutti gli scambi di bitcoin tramite Internet sono registrati su migliaia di computer in tutto il mondo.</p>
<p><strong>Come nascono i BitCoin?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Semplificando il processo, si può dire che vengano &#8220;calcolati&#8221; dai singoli computer utilizzando dei particolari software chiamati &#8220;miner&#8221;. La creazione dei bitcoin è stata infatti battezzata &#8220;mining&#8221;, una parola inglese che indica l&#8217;estrazione dalle miniere. In-somma: i bitcoin si estraggono come l&#8217;oro dalle miniere. Al posto di scavare la dura roccia, però, i cercatori di bitcoin devono affrontare la matematica. I programmi in questione usano la potenza di calcolo del computer per elaborare i complessi algoritmi matematici che identificano ogni singolo bitcoin e lo rendono unico e riconoscibile aH&#8217;interno del circuito. Questo significa che, per ottenere un bitcoin, è necessario installare il programma e mettere il computer a &#8220;lavorare&#8221; fino a quando non completa i calcoli necessari per ottenere una moneta virtuale. Il sistema ha una doppia funzione: i calcoli che vengono fatti dal programma, infatti, servono anche a registrare ogni acquisto e vendita di bitcoin in modo che si tenga traccia di ogni transazione. Insomma: installando un programma per la creazione dei bitcoin si diventa nello stesso momento parte del sistema che permette lo scambio.</p>
<p><strong>Come si può generare un bitcoin?</strong></p>
<p>Nei primi tempi dopo la creazione del circuito Bitcoin, si poteva generare moneta virtuale abbastanza velocemente utilizzando un semplice computer. L&#8217;unico requisito necessario era quello di avere una buona scheda video, poiché i processori grafici (GPU) sono quelli più adatti a eseguire i calcoli per generare i bitcoin. L&#8217;algoritmo su cui si basa il sistema è impostato in modo che possa arrivare a creare un numero massimo di bitcoin (21 milioni) nell&#8217;arco di 130 anni. I bitcoin vengono distribuiti casualmente e. di conseguenza, le probabilità di ottenerne uno sono maggiori quanta più potenza di calcolo si impegna nella loro generazione. Ogni quattro anni, però, il numero di bitcoin assegnati giornalmente diminuisce. Questo significa che serve una maggiore potenza di calcolo per ottenerli.</p>
<p><strong>Quanta concorrenza!</strong></p>
<p>A rendere più difficile la creazione dei bitcoin ha contribuito anche il grande successo ottenuto dalla criptomoneta. Negli ultimi anni, infatti, molti appassionati hanno cominciato ad assemblare dei computer dedicati alla generazione dei bitcoin, utilizzando più schede video collegate tra loro che sono in grado di impiegare una grandissima potenza di calcolo e aumentare così le probabilità di ottenere la preziosa moneta. Sono nate anche alcune aziende specializzate che vendono questi computer a chi si vuole dedicare alla generazione della moneta virtuale ma, secondo alcuni, si avvicina il momento in cui questa specie di &#8220;corsa aM&#8217;oro&#8221; potrebbe arrivare al capolinea. Il costo in energia elettrica per generare un bitcoin, infatti, rischia di essere superiore al valore della moneta che viene creata.</p>
<p><strong>Il salto di qualità</strong></p>
<p>In origine, i bitcoin avrebbero dovuto essere usati solo per piccoli scambi via Internet. L&#8217;idea di base, infatti, era quella di permettere alle persone di eseguire piccole transazioni sul Web senza dover pagare le commissioni bancarie che, in molti casi, scoraggiavano l&#8217;uso di Internet per vendere piccoli oggetti. Chi riceveva i bitcoin, poi, avrebbe potuto usarli per fare altri acquisti simili, creando così una sorta di mercato parallelo e indipendente rispetto a quello degli euro o dei dollari. Quello che nessuno aveva previsto, era che il loro valore sarebbe cresciuto in maniera esponenziale. Nel 2009, infatti, un bitcoin valeva pochi centesimi. Nel 2013 il valore è arrivato a un massimo di 1.200 dollari. Una crescita che ha fatto la fortuna di alcuni dei &#8220;pionieri&#8221; del sistema. Uno studente norvegese, per esempio, ha scoperto che i 5.600 bitcoin che aveva acquistato per 24 dollari nel 2009 avevano raggiunto un valore di<br />
700.000 dollari. Ma non mancano i casi in cui l&#8217;investimento in moneta virtuale hanno provocato &#8220;incidenti&#8221; al limite dell&#8217;incredibile. È il caso di un cittadino britannico che ha gettato via per errore un disco fisso sul quale conservava i suoi bitcoin. Un &#8220;malloppo&#8221; da 6 milioni di dollari che è andato irrimediabilmente perduto.</p>
<p><strong>Come a Wall Street</strong></p>
<p>I grandi cambi di valore del bitcoin sono dovuti al fatto che il loro valore dipende solo dalla legge della domanda e dell&#8217;offerta, proprio come succede per le azioni in borsa. Nel caso della moneta virtuale, però, non c&#8217;è nessun centro di controllo che limiti le fluttuazioni del suo valore. Su Internet, inoltre, hanno fatto la loro comparsa decine di servizi specializzati che, oltre a conservare i bitcoin come farebbe una banca, permettono di acquistarli e venderli in cambio di monete reali. Chi azzecca il momento giusto per fare il cambio può guadagnare cifre notevoli. Un errore, però, può portare a perdite altrettanto grandi. Nonostante i rischi di un mercato ai limiti della legalità, ci sono migliaia di investitori che scommettono ogni giorno sui cambi di valore dei bitcoin. Un fenomeno che, secondo alcuni esperti, rischia di indebolire il sistema e trasformarlo in una sorta di &#8220;far west digitale&#8221; che, al posto di rappresentare un&#8217;alternativa alle classiche monete, potrebbe finire per prenderne solo i peggiori difetti.</p>
<p><strong>L&#8217;ombra della criminalità sui bitcoin</strong></p>
<p>Tra le caratteristiche di Bitcoin c&#8217;è anche quella di essere una moneta difficilmente tracciabile. Anche se tutti gli scambi di moneta virtuale sono registrati, non esiste un elenco anagrafico che abbia un valore legale. Insomma: gli scambi di bitcoin sono quasi anonimi. Questa particolarità ha attirato l&#8217;attenzione della criminalità organizzata, che sembra aver cominciato a usare i bitcoin per i suoi traffici. A contribuire è stato anche l&#8217;aumento di valore della moneta virtuale. Fino a quando valevano pochi centesimi, infatti, i bitcoin non potevano certo essere usati per sposta- i re grandi quantità di denaro. Nel momento in cui scriviamo, però, i bitcoin in circolazione hanno un valore complessivo di circa 5 miliardi. Per un criminale è quindi molto facile cambiare migliaia di euro in 1 bitcoin e trasferirli a chi vuo-<br />
le in modo che questi possa immediatamente riconvertirli in moneta reale. Un passaggio che, se effettuato attraverso delle banche tradizionali, attirerebbe l&#8217;attenzione delle autorità di polizia. Nel mondo virtuale dei bitcoin, invece, ci sono buone probabilità che passi inosservato.</p>
<p><strong>La moneta dei bassifondi di Internet</strong></p>
<p>C&#8217;è un altro ambiente in cui i bitcoin sono protagonisti assoluti. Si tratta del Deep Web, i cosiddetti &#8220;bassifondi di Internet&#8221;. Si tratta di tutti quei siti Web che non sono raggiungibili tramite i normali motori di ricerca e a cui ci si può collegare solo usando dei software particolari che permettono di navigare in maniera anonima su Internet. È un ambiente che molti considerano affascinante, ma che è anche molto pericoloso. Trattandosi di una vera &#8220;terra di nessuno&#8221; in cui non esistono controlli, viene utilizzato per la vendita di prodotti illegali, come armi e droghe. Proprio chi si dedica a questo tipo di traffici ottiene il massimo vantaggio dall&#8217;uso di una moneta &#8220;quasi anonima&#8221; come i bitcoin. A utilizzare la criptovaluta per i suoi scambi era anche Silkroad. il celebre negozio Online che per anni ha venduto sostanze stupefacenti via Internet attraverso il suo sito nascosto nel Deep Web. Quando nel 2013 l&#8217;FBI ha chiuso Silkroad e arrestato il presunto proprietario del negozio online, gli agenti hanno ricostruito il passaggio di denaro generato dai traffici illeciti del sito. Da febbraio 2011 a luglio 2013, secondo i calcoli del-l&#8217;FBI, Silkroad avrebbe incassato circa 9,5 milioni di bitcoin, per un valore di 1,2 miliardi di dollari.</p>
<p><strong>I pirati informatici</strong></p>
<p>A chiedere pagamenti in bitcoin sono anche i cosiddetti &#8220;cracker&#8221;, gli hacker &#8220;cattivi&#8221; che mettono le loro capacità a disposizione del miglior offerente. Tra i loro servizi ci sono attacchi a siti Web e violazioni di computer e reti su commissione. Tutto questo viene offerto ancora una volta nei siti &#8220;nascosti&#8221; del Deep Web e secondo un listino prezzi espresso in dollari o in euro. Per il pagamento, però, è richiesto rigorosamente l&#8217;uso dei bitcoin, che permettono loro di mantenere l&#8217;anonimato. Anche i pirati informatici che utilizzano i virus per guadagnare denaro hanno trovato il modo di sfruttare i bitcoin. In questo caso, però, i cyber criminali preferiscono puntare dritti alla fonte. Negli ultimi mesi, infatti, le società che producono antivirus hanno registrato una crescita di trojan che usano i compu- j ter infettati per far &#8220;girare&#8221; i software per la generazione di bitcoin. In questo modo i pirati informatici creano delle reti che includono migliaia di computer e ne sfruttano la potenza di calcolo per ottenere le monete virtuali all&#8217;in- ; saputa dei legittimi proprietari del PC.</p>
<p><strong>Il rischio bancarotta</strong></p>
<p>Visto che il circuito Bitcoin somiglia sempre più a un si- i sterna monetario reale, deve fare i conti anche con l&#8217;ipotesi di tracolli finanziari legati all&#8217;attività di scambio e inve-<br />
stimento in bitcoin. In questo caso, però, i rischi sono più elevati rispetto al &#8220;mondo reale&#8221;. Per i bitcoin non esistono infatti controlli statali e anche gli operatori che offrono servizi su Internet non hanno obblighi di assicurazione. Questo significa che, in caso di bancarotta. i risparmiatori non hanno alcuna certezza di recuperare i loro soldi. Purtroppo, si tratta di un rischio reale e la cronaca riporta numerosi casi di &#8220;crack&#8221; che hanno portato alla perdita di denaro per gli incolpevoli clienti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è stato quello di MtGox. un sito giapponese la cui chiusura ha provocato la &#8220;scomparsa&#8221; di circa 750.000 bitcoin, per un valore di 345 milioni di euro.</p>
<p><strong>Rapinatori virtuali</strong></p>
<p>Non sono solo i dissesti finanziari a mettere a rischio il denaro virtuale. La nascita delle banche online dedicate ai bitcoin ha scatenato anche il fenomeno degli attacchi hacker che puntano a impossessarsi dei preziosi dati che consentono di rivendicare il possesso della moneta virtuale. I casi di attacchi hacker sono già decine e fruttano ai pirati enormi quantità di soldi. Nella maggior parte dei casi, a finire nel mirino nel mirino sono proprio i negozi illegali che agiscono nel Deep Web. Questi non possono certo rivolgersi alla polizia per<br />
denunciare il furto e anche i proprietari del denaro si troverebbero nella condizione di ammettere di aver commesso un crimine. Insomma: per i pirati informatici si tratta delle vittime ideali. Un&#8217;azione di questo tipo, messa a segno contro i server del sito Sheep Marketplace nel dicembre del 2013, ha fruttato ai &#8220;rapinatori&#8221; circa 100 milioni di dollari in bitcoin. Uno dei bottini più ricchi mai sottratto con questo tipo di attacco.<br />
Alla conquista di nuovo spazio</p>
<p>Nonostante i numerosi problemi e una certa diffidenza da parte di chi non vede di buon occhio una moneta &#8220;al-ternativa”, il circuito Bitcoin ha aumentato la sua diffusione e gode attualmente di una grande popolarità.</p>
<p>Anche le banche tradizionali, infatti, hanno cominciato a interessarsi alla criptovaluta e molti negozi &#8220;tradizionali&#8221;, oltre a quelli su Internet, hanno deciso di accettare i bitcoin come sistema di pagamento. Nel mondo esistono anche 200 &#8220;bancomat&#8221; che permettono il cambio di valute in bitcoin.</p>
<p>Il primo ha fatto la sua comparsa a Vancouver in Canada, e a partire da ottobre di quest&#8217;anno anche in Italia sono stati installati cinque bancomat di questo tipo.</p>
<p>Per ora sono ancora poco utilizzati, ma i gestori si aspettano una crescita di clienti. Per utilizzarli, infatti, si può anche usare un&#8217;app per smartphone che rende più semplici e veloci le procedure di registrazione necessarie per avere un &#8220;portafogli virtuale&#8221; dedicato ai bitcoin. Il futuro di Bitcoin, quindi, sembra assicurato. Sempre che il sistema riesca a godere della stessa fiducia che lo ha accompagnato finora nella sua crescita.</p>
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