La fine di un’era: Internet muore il 21 ottobre – Scopri cosa è successo e come cambierà il mondo dei social

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Negli ultimi anni, il panorama di Internet sembra essere cambiato radicalmente. Dove un tempo l’esperienza di navigare online era elettrizzante, ricca di sorprese e avventure, ora sembra essersi trasformata in una desolata landa di spazzatura digitale e bot automatizzati. Secondo la cosiddetta “Dead Internet Theory”, la rete è diventata un palcoscenico spettrale senza pubblico, dove la sostanza e l’interazione umana hanno lasciato il posto alla pubblicità vuota.

Secondo questa teoria, Internet è morto tra il 2016 e il 2017, quando la maggior parte degli utenti reali è stata sostituita da bot che promuovono politiche e prodotti, influenzando le decisioni e l’interazione online. Questa tesi sembra trovare riscontro nella crescente presenza di bot che superano di gran lunga gli utenti reali, specialmente su piattaforme meno regolamentate come Twitter, ora conosciuto come X.

Al di là di questa teoria, sembra esserci un fondo di verità nel declino della qualità di Internet, con l’eccesso di contenuti fallaci e la presenza preponderante di bot che sembrano orientare il mercato digitale. Anche i grandi colossi come Google stanno contribuendo a questa mediocrità, con contenuti creati in barba al copyright, a partire dai testi e dalle immagini prodotte dall’Intelligenza Artificiale.

In sintesi, l’entusiasmo e l’emozione di navigare su Internet sembrano essersi dissolti, lasciando spazio a un panorama digitale distorto, controllato dalla presenza massiccia di bot e contenuti di bassa qualità. La “morte” di Internet sembra essere una realtà in via di sviluppo, destituendo la rete del suo antico fascino e della sua autenticità.

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L’articolo parla della teoria della morte di internet, sostenuta da alcuni, secondo la quale la maggior parte degli utenti reali sarebbe stata rimpiazzata da bot che navigano, condividono e orientano gli utenti verso determinate politiche e prodotti. La teoria afferma che l’internet è diventato desertico e privo di contenuti reali. I bot avrebbero ormai preso il sopravvento, specie sui social media meno regolamentati, influenzando pesantemente il mercato. Inoltre, si afferma che Google e altri colossi stanno producendo contenuti sempre più mediocri, straripanti di errori e creati in barba al copyright.