Da Activision a OpenAI: la rivoluzione nel mondo del gaming e dell’intelligenza artificiale

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Microsoft sotto inchiesta antitrust per investimento in OpenAI

Dopo il recente caos scatenato da OpenAI a causa del licenziamento e repentino reintegro di Sam Altman, Microsoft è finita nel mirino delle autorità antitrust sia americane che inglesi. Le autorità di entrambi i Paesi stanno investigando sull’investimento di 13 miliardi di dollari effettuato dalla casa di Redmond nei confronti della società di Altman e soci. L’obiettivo dell’indagine è valutare se l’intervento economico di Microsoft possa arrecare danno ai consumatori e danneggiare i competitor.

L’investimento di Microsoft ha sollevato preoccupazioni a causa della mancata segnalazione della transazione da parte dell’azienda. Tuttavia, va precisato che Microsoft non occupa posti nel board di OpenAI e, secondo la legge USA, non è obbligata a rendere pubbliche le transazioni verso questo tipo di entità.

La Federal Trade Commission americana, in particolare, teme che l’alleanza tra Microsoft e OpenAI possa compromettere la tutela della privacy e dei dati personali degli utenti. Dall’altro lato, la Competition and Markets Authority inglese si sta concentrando sulla possibile minaccia ai competitor, in particolare al laboratorio di ricerca di Google sull’IA, DeepMind.

Al momento, l’indagine è ancora preliminare e i regolatori concederanno del tempo alle società coinvolte per produrre materiale a sufficienza prima di avviare una vera e propria indagine.

da Activision si passa a OpenAI

Microsoft è sotto inchiesta per un investimento di 13 miliardi di dollari in OpenAI. Le autorità negli Stati Uniti e nel Regno Unito temono che questa alleanza possa danneggiare i consumatori e i concorrenti. La mancata segnalazione della transazione da parte di Microsoft ha sollevato preoccupazioni, ma la legge statunitense potrebbe non richiedere la pubblicazione di tali transazioni. La Federal Trade Commission statunitense è preoccupata per la protezione della privacy e dei dati personali, mentre la CMA britannica si concentra sulla minaccia ai concorrenti. Il procedimento è ancora preliminare e le società coinvolte avranno del tempo per fornire informazioni prima di un’indagine completa.